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“Fatti troppi errori”. L’Ue ha fallito, ora lo ammette anche la Merkel

La prima a finire pubblicamente e ufficialmente sul banco degli imputati è stata la Von der Leyen, accusata da più parti di sostanziale incompetenza, individuata come massima responsabile per il ritardo dei vaccini in Ue e per come è stata gestita l’intera emergenza. E adesso altre critiche pesante dall’interno arrivano nientepopodimeno che dalla signora dell’Europa, la cancelliera tedesca Angela Merkel. Dal Bundestag si è rivolta direttamente ai tedeschi: “Attenzione. Le nuove forme del Covid-19 sono già tra noi, attualmente rappresentano il 5,7% dei casi totali, ma gli esperti ci dicono che è soltanto questione di tempo perché queste mutazioni diventino prevalenti e prendano il posto del virus originario. Dobbiamo quindi essere molto, molto vigili per evitare di cadere nuovamente in una crescita esponenziale dei contagi”. (Continua a leggere dopo la foto)

Merkel ha poi ammesso che sono stati fatti degli errori, che la “politica ha mancato di restringere la vita pubblica in modo sufficientemente tempestivo di fronte alla crescita dei contagi”. Ha poi ricordato l’alto prezzo pagato dall’intera società tedesca in questo anno di pandemia: “Una grave limitazione della libertà senza precedenti nella storia della Repubblica Federale, forte pressione personale, solitudine, preoccupazioni economiche, ansie esistenziali: tutto questo l’ho presente ogni singolo giorno”. (Continua a leggere dopo la foto)

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Le misure – secondo Merkel – non devono durare “un giorno più del necessario”. Le prossime aperture – spiega il Corriere – saranno decise dai Länder ma questa volta secondo un criterio di incidenza più severo: 35 e non più 50 nuovi casi per 100 mila persone nell’arco di una settimana. Dovrà però essere, ha spiegato Merkel, un valore stabile, cioè verificato per almeno tre giorni di seguito. (Continua a leggere dopo la foto)

“Il virus – dice ancora la Merkel – non dipende da una data ma dal numero delle infezioni e dal modo in cui si propaga”. Critiche sono arrivate anche al modo in cui la pandemia è stata gestita a livello europeo. Nei prossimi giorni la Von der Leyen proverà a riscattarsi dando assicurazioni sui vaccini, ma quel che ormai è sotto gli occhi di tutti è che ancora una volta l’Europa si è mossa quando i buoi erano già lontani dalla stalla. Basta vedere la differenza con Usa e Regno Unito sul reperimento e l’inoculazione di vaccini.

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