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Totonomi, da Senato e Camera a Economia e Interni: ecco lo scacchiere Meloni. A chi vanno i ruoli chiave

Pubblicato il 27/09/2022 09:18

Il totoministri impazza sui giornali, nelle chiacchiere al bar, sui social, il piazza e soprattutto nelle chat di Giorgia Meloni. Lei dice di non avere fretta. Ma Mattarella invece vuole risolvere tutto al più presto. Passerà comunque quasi un mese prima di poter spuntare, assieme al Presidente della Repubblica, la lista dei ministri del suo governo. Nel centrodestra c’è fibrillazione, e tutti sperano in una poltrona di prestigio. I big soprattutto. Anche se sanno che la continuità con Draghi è cosa certa, e quindi qualcuno potrebbe restare a casa. Per aspettare il consulto con il Quirinale bisognerà attendere fino al 20-23 ottobre. Se si fanno le cose per bene anche qualche giorno prima. Tutto perché prima il Parlamento, che si riunirà il 13, dovrà eleggere i presidenti di Camera e Senato. E qui già ci sono le prime grane. A chi toccano le poltronissime? (Continua a leggere dopo la foto)

Raconta in un retroscena Il Messaggero: “Per palazzo Madama prende quota la candidatura di Ignazio La Russa, uno dei fondatori di FdI. In questo schema la Camera andrebbe a un leghista. Nell’entourage di Meloni si fa il nome di Giancarlo Giorgetti, espressione dell’ala moderata del Carroccio. Se andasse in porto l’accoppiata La Russa-Giorgetti, andrebbe ricercata una compensazione per Forza Italia. E qui si entra nel delicato terreno dei dicasteri che, per consuetudine e per la necessità di rassicurare l’Unione europea, vengono concordati con Mattarella: Esteri, Difesa, Economia, Interni. I primi due, con la guerra in Ucraina, le tensioni con Putin, la necessità di confermare la fedeltà all’alleanza euro-atlantica, sono estremamente delicati. Per gli Esteri, proprio per riparare alla perdita di una Camera, si fa il nome del coordinatore di FI Antonio Tajani”. (Continua a leggere dopo la foto)

L’alternativa? “Elisabetta Belloni, capo del Dis ed ex segretaria generale della Farnesina, o l’ambasciatore Stefano Pontecorvo. Per la Difesa, che dovrebbe andare a FdI, sono in corsa Adolfo Urso (presidente del Copasir) ed Edmondo Cirielli”. Per l’Economia, altro dicastero sotto i fari dell’Unione europea per il rischio-Italia rappresentato dall’alto debito, Meloni punta da tempo su Fabio Panetta attualmente nel board della Banca centrale europea. Ed ecco la continuirà con Draghi e le carezze all’Ue: mettere all’Economia direttamente un uomo della Bce. “Nel cerchio ristretto di Meloni si valuta inoltre l’ipotesi di spacchettare l’Economia, dividendo il Tesoro dalle Finanze. In questo secondo dicastero potrebbe andare Maurizio Leo, l’economista di FdI”. (Continua a leggere dopo la foto)

Complessa anche la partita degli Interni. “Salvini vorrebbe tornarci, l’ha detto milioni di volte. Ma Meloni non vuole tensioni con la Ue sul fronte-migranti e il leader leghista, passato dal 18 all’8,9% e finito sotto processo nel Carroccio, non ha la forza per impuntarsi. Così si va verso una soluzione di mediazione: la nomina al Viminale dell’ex capo di gabinetto di Salvini e attuale prefetto di Roma, Matteo Piantedosi. L’alternativa è un altro prefetto: Giuseppe Pecoraro, Fdl. E se per la Giustizia, dicastero sensibile in quanto Mattarella presiede il Csm, prende sempre più forza l’ex magistrato Carlo Nordio, altro incarico da concordare con il Quirinale è quello di sottosegretario alla presidenza del Consiglio. I candidati in corsa qui sono ben tre e tutti molto vicini a Meloni: Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Giovanbattista Fazzolari”. È tutto? Macché. (Continua a leggere dopo la foto)

Nell’entourage della Meloni “si parla dell’ex presidente di Confindustria, Antonio D’Amato, per il ruolo di ministro dello Sviluppo economico: il dicastero assorbirebbe l’Innovazione tecnologica ora in mano a Vittorio Colao. Di Fabio Rampelli (Fdl) ai Trasporti e infrastrutture. Di Anna Maria Bernini (FI) alla Scuola. Del medico di Berlusconi, Alberto Zangrillo, o di Licia Ronzulli (FI) alla Salute e di Vittorio Sgarbi alla Cultura. Altre caselle: il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, dovrebbe andare all’Agricoltura. Giulia Bongiorno (Lega) alla Pa e Daniela Santanché (Fdl) al Turismo. Carolina Varchi o Edmondo Cirielli (FdI) dovrebbero guidare il dicastero dedicato al Sud, mentre la leghista Erika Stefani sembra destinata a essere confermata alla Disabilità”.

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