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“Una gravissima violenza”. L’orrida protesta dei collettivi contro Giorgia Meloni: cosa hanno fatto (la FOTO)

Pubblicato il 11/11/2022 08:32 - Aggiornato il 11/11/2022 11:00

Due collettivi di Bologna hanno deciso di manifestare il loro dissenso verso le politiche del nuovo governo e contro il caro energia nel modo peggiore possibile. Appendendo un manichino di Giorgia Meloni a testa in giù sotto le Due Torri, simbolo della città. Come riferisce Open, “in duecento circa hanno partecipato alla manifestazione del collettivo Cua e del Laboratorio Cybilla, un corteo che è sfilato per le vie del centro tra cori e slogan contro l’esecutivo”. Il manichino è stato vestito con abiti militari e aveva le sembianze della neo presidente del Consiglio. “Tra poche settimane, per l’inaugurazione del Tecnopolo e di uno tra i cinque computer più potenti al mondo arriverà in città Giorgia Meloni. Ma non sarà mai la benvenuta a Bologna e da nessun’altra parte”, si legge sul profilo social di Laboratorio Cybilla, “tra sgomberi, cariche all’università e attacchi alle politiche sociali, questo governo mira all’appiattimento delle nostre esistenze, delle nostre libertà e dei nostri desideri”. (Continua a leggere dopo la foto)

Da quando si è insediato il nuovo governo, non è la prima volta che in certi ambienti venga utilizzato come simbolo di protesta (ma qui siamo oltre la civile protesta) il palese riferimento alla morte di Benito Mussolini in piazzale Loreto, quando dopo la Liberazione il dittatore venne esposto in pubblica piazza a testa in giù. Bologna non è una novità. Con il riferimento al nuovo esecutivo era già successo a Roma contro Ignazio La Russa, dopo la sua elezione a presidente del Senato. Ora è la volta della presidente del Consiglio. Questi tipi mancano anche di fantasia. Ora toccherà alle autorità fare tutti gli accertamenti del caso e capire quali provvedimenti prendere e contro chi. (Continua a leggere dopo la foto)

“La violenza della protesta dei collettivi di sinistra che da troppo tempo si caratterizzano per la loro aggressività e pericolosità ha conosciuto oggi un ulteriore, ennesimo, vergognoso picco – tona il viceministro e deputato di FdI, Galeazzo Bignami -. Ancora una volta costoro si mostrano per quelli che sono: incivili e pericolosi per la democrazia. È chiaro che questa situazione appesantisce un clima che a Bologna deve essere necessariamente risolto. Confidiamo nel lavoro delle Autorità competenti, certi che sapranno garantire la legalità e l’ordine pubblico”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Un fatto di estrema gravità”. È questa la condanna severa e decisa del prefetto Attilio Visconti all’esposizione di un manichino della premier Giorgia Meloni appesa a testa in giù. “Ci tengo a esprimere tutta la mia solidarietà per la presidente del Consiglio, nonché un enorme dispiacere per quanto accaduto. Nella civilissima Bologna, capitale dell’accoglienza, del confronto e del dialogo una cosa di questo genere non è ammissibile. Nella mia carriera non ho mai assistito a un fatto di tale brutalità e inciviltà. Un fatto poco civile e soprattutto ancor meno democratico”, scandisce con severità.

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