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Morto un Arcuri se ne fa un altro. Nell’Italia del “tengo famiglia” ecco chi lo sostituirà

Pubblicato il 01/07/2022 10:37 - Aggiornato il 03/08/2022 13:54

Dopo 15 anni e una serie abbastanza lunga di scandali scoppiati durante il periodo Covid, a Invitalia finisce l’era Arcuri. Chi al suo posto? Nell’Italia del “tengo famiglia” non poteva che essere qualcuno con un cognome noto, molto noto. Sarà infatti Bernardo Mattarella, nipote del presidente della Repubblica Sergio, l’amministratore delegato al posto di Domenico Arcuri. Rocco Sabelli – caro al ministro leghista, ma di rito draghiano, Giancarlo Giorgetti – il presidente. Scrive Il Fatto Quotidiano: “Un bel due a zero, tanto più significativo, simbolicamente, nella società che ospitava da tre lustri il manager dalemian-contiano, che fu uno dei primi defenestrati da Draghi all’arrivo a Palazzo Chigi (ci si riferisce alla rimozione da commissario governativo per l’emergenza Covid)”. (Continua a leggere dopo la foto)

Ricordiamo che il Tesoro è azionista al 100% di Invitalia. “Il duo che chiuderà la lunghissima èra Arcuri è stato scelto in una riunione al ministero di via XX Settembre mercoledì pomeriggio, officiante il dg Andrea Rivera, benedicente da lontano il consigliere economico del premier Francesco Giavazzi. A guidare l’azienda sarà Bernardo Mattarella – manager classe 1966, ovviamente ben incistato nel mondo del potere al tempo dei ‘Migliori’ (se non altro per motivi dinastici) – che configura una sorta di soluzione interna: non solo ha lavorato per anni in Invitalia (ne è stato anche il Chief financial officer), ma adesso arriva ai vertici dalla poltrona di amministratore delegato della Banca del Mezzogiorno-Mediocredito centrale, ovvero l’agglomerato finanziario creato dall’ingresso di Mcc nella disastrata Popolare di Bari, che è parte proprio del Gruppo Invitalia. (Continua a leggere dopo la foto)

Il Tesoro ha avviato i primi contatti informali con Mattarella nipote all’inizio dell’autunno 2021. “Invitalia, cioè l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, è una società importante: duemila dipendenti e oltre 400 milioni di fatturato nel 2020, controlla aziende (da Infratel all’ex Ilva, dall’Industria Italiana Autobus a Mcc), gestisce gli incentivi alle imprese esistenti e quelli per le nascenti, i ‘contratti di sviluppo’ e le crisi industriali, offre servizi alla P.A. e ne è centrale di committenza”. (Continua a leggere dopo la foto)

Lo stipendio? Beh, aveva fatto già molto scandalo ai tempi di Arcuri: “Emettendo dal 2017 bond sui mercati regolati, a Invitalia non si applica il tetto ai salari pubblici. Dovrebbe aggirarsi intorno al milione.

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