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La vittoria dei Mastella: il M5S per stare a galla ha bisogno del loro voto

Stando appesi a Giuseppe Conte, i 5Stelle si sono prima digeriti Matteo Salvini, poi Matteo Renzi. Nel mezzo ci hanno infilato anche l’acerrimo nemico Pd (insieme ai bersaniani di Leu, quindi anche D’Alema) e ora sono pronti a fare l’ennesimo salto. Pur di restare incollati alla poltrona, sono pronti a tirare dentro anche gente del calibro di Brunetta e, udite udite, Clemente Mastella. Tutti rigorosamente ripuliti e con il nuovo abito dei “responsabili”. Responsabili di cosa? Del mantenimento del potere e dello status quo. Di ridare la parola ai cittadini con le elezioni non ne vogliono sapere, e così ecco che torna in campo anche Mastella, elemento decisivo nella formazione di almeno quattro governi. Iniziando con il primo esecutivo di Silvio Berlusconi (1994) per arrivare allo sblocco della attuale crisi del governo Conte.

Il Corriere oggi ricorda le tappe in successione cronologica. “Entrato in parlamento nel 1976, Clemente Mastella debutta con un incarico di governo 18 anni più tardi quando la Dc è stata spazzata via e il nuovo soggetto politico è divenuto Forza Italia di Silvio Berlusconi. Mastella dà vita a una formazione politica autonoma, Il centro Cristiano democratico (Ccd) con alcuni reduci dello Scudo crociato, tra cui Pierferdinando Casini e Rocco Buttiglione. I voti di questa formazione diventano importanti per la vittoria del Polo delle Libertà e Mastella ottiene il dicastero del Lavoro nel primo governo di centrodestra”.

Le elezioni del ‘96 vedono la vittoria dell’Ulivo di Romano Prodi il cui governo però cade due anni dopo a causa dello ‘strappo’ di Rifondazione Comunista. “Il nuovo premier è Massimo D’Alema che ottiene l’appoggio decisivo di una pattuglia di parlamentari guidati da Clemente Mastella: questi dà vita a un nuovo partito, l’Udr. È il famoso ‘ribaltone’ come lo definirà Berlusconi: Mastella e quelli dell’Udr, eletti con i voti del centrodestra, passano ad appoggiare un governo del fronte opposto”. Prodi rivince le elezioni nel 2006 con la coalizione dell’Unione: la sua maggioranza parlamentare risulta molto stretta e assai composita. Di questa fanno parte anche Clemente Mastella e il suo nuovo partito, l’Udeur.

“Allo stesso Mastella va il ministero della giustizia. Ma proprio l’uomo di Ceppaloni determinerà nel 2008 la caduta di Prodi, quando si sfilerà dalla maggioranza in seguito a un’inchiesta della procura di Santa Maria Capua a Vetere nella quale Mastella è indagato e sua moglie Sandra Lonardo posta agli arresti. Il ministro della giustizia si sente vittima di un attacco della magistratura, toglie l’appoggio al governo determinandone la caduta e il ritorno alle urne. Dalle quali uscirà di nuovo vincitore Silvio Berlusconi”.

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