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Lutto nel mondo della politica. Stroncato da un malore improvviso. Il dolore dei suoi colleghi

Pubblicato il 17/08/2022 11:38 - Aggiornato il 17/08/2022 14:25

Il giornalista free lance e scrittore Matteo Incerti è morto all’età di 51 anni, a causa di un malore accusato mentre si trovava in Canada per la presentazione del libro “I pellerossa che liberarono l’Italia”. Appassionato di sport (era stato addetto stampa della Reggiana tra il 2002 e il 2004) Incerti era noto anche per il suo grande attivismo all’interno del Movimento Cinque Stelle, di cui era stato un sostenitore fin dalle prime ore, partecipando ai primi V-Day al fianco di Beppe Grillo.

Dopo il boom elettorale grillino, Incerti si era spostato a Roma dove aveva ricoperto il ruolo di portavoce del gruppo parlamentare M5S. Come riportato dal Resto del Carlino, testata per la quale il giornalista aveva lavorato in passato, “ultimamente lo si sentiva poco. Sembrava quasi non credere più al Movimento dopo le fratture interne, tant’è che al telefono aveva confidato di star cercando lavoro”.

In Canada, Incerti stava presentando il suo ultimo libro, un racconto della storia di un gruppo di volontari delle tribù native americane del Canada che si erano arruolati come volontari durante la guerra in Italia per la Seconda Guerra Mondiale. Qualche anno fa, il giornalista era stato protagonista di una vicenda di cui si era parlato molto, la vicenda del soldato americano Martin Adler che, durante la guerra, aveva scattato una foto a tre bambini di Monterenzio sull’Appennino bolognese. Grazie anche alla mediazione di Incerti, Adler era riuscito a ritrovarli e incontrarli.

“Dio, mi raccomando, quando ti si presenterà davanti tienilo a freno. È un vulcano di battute, di risate, di idee. Ero sempre a dire: fermati, fermati, sei troppo esuberante! E soprattutto che non si presenti senza il suo Parmigiano Reggiano, come faceva con me al casello di Modena Nord, uscivo dal casello e lui era lì che mi aspettava, sembravamo due corrieri della droga, lui che spacciava parmigiano, me lo metteva in macchina, mi abbracciava e mi salutava” è stato il commento di Beppe Grillo.

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