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I bambini contagiano gli adulti? Ecco lo studio internazionale che fa chiarezza

Il governo italiano in questi giorni si sta accanendo sempre di più sui bambini. Pur di vaccinare anche loro si stanno inventando di tutto: prima hanno detto che sono loro la causa della quarta ondata; poi hanno sostenuto che i più piccoli (che inizialmente non si contagiavano) ora contagiano i più grandi (vaccinati) che finiscono in terapia intensiva e muoiono; nel mentre pensano di non far entrare a scuola gli alunni non vaccinati. Insomma, un vero disastro, l’ennesimo, fondato sul nulla, senza alcune base scientifica a confermare le loro tesi scellerate. Fortunatamente, però, in altre parti del mondo gli studi li fanno e i dati li leggono. E da un recentissimo studio curato da Jonas F. Ludvigsson, e pubblicato dal National Center for Biotechnology Information degli Stati Uniti, emerge che la verità è evidentemente un’altra. (Continua a leggere dopo la foto)

L’autore dello studio, il dottor Jonas F. Ludvigsson (Dipartimento di Epidemiologia Medica e Biostatistica, Karolinska Institutet, Stoccolma Svezia, Dipartimento di pediatria, Ospedale universitario di Orebro, Orebro Svezia, Divisione di Epidemiologia e Salute Pubblica, Scuola di Medicina, Università di Nottingham, Regno Unito, Dipartimento di Medicina, Columbia University College of Physicians and Surgeons, New York), non uno Speranza qualsiasi, ha sostenuto: “La pandemia di coronavirus 2019 (COVID-19) ha colpito centinaia di migliaia di persone. I dati sui sintomi e sulla prognosi nei bambini sono rari”. (Continua a leggere dopo la foto)

Scrive il ricercatore: “È stata effettuata una revisione sistematica della letteratura per identificare i documenti su COVID-19, che è causato dalla sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2 (SARS-CoV-2), utilizzando i database MEDLINE ed Embase tra il 1 gennaio e il 18 marzo 2020. La ricerca ha identificato 45 articoli scientifici e lettere rilevanti. La revisione ha mostrato che i bambini hanno finora rappresentato l’1%-5% dei casi diagnosticati di COVID-19, spesso hanno una malattia più lieve rispetto agli adulti e i decessi sono stati estremamente rari”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Ludvigsson: “I risultati diagnostici sono stati simili agli adulti, con febbre e sintomi respiratori prevalenti, ma un minor numero di bambini sembra aver sviluppato una polmonite grave. I marcatori infiammatori elevati erano meno comuni nei bambini e la linfocitopenia sembrava rara. I neonati hanno sviluppato COVID-19 sintomatico, ma le prove di trasmissione intrauterina verticale erano scarse. Il trattamento suggerito includeva la fornitura di ossigeno, inalazioni, supporto nutrizionale e mantenimento di liquidi ed equilibri elettrolitici”. (Continua a leggere dopo la foto)

In conclusione Ludvigsson sostiene: “La malattia da coronavirus 2019 si è verificata nei bambini, ma sembravano avere un decorso più lieve e una prognosi migliore rispetto agli adulti. I decessi erano estremamente rari”. Che se le leggano le ricerche al ministero della Salute. Riportiamo qui l’articolo integrale in inglese. Inoltre, un’altra importante autorità, il dottor Eugenio Serravalle, Pediatra specializzato in Pediatria Preventiva e Puericultura e Patologia Neonatale e Presidente di ASSIS (Associazione di studi e informazione sulla Salute), in un’intervista a L’Antidiplomatico, citando il suddetto studio, ha fatto presente: “La credenza che siano i bambini a contagiare gli adulti andrebbe ribaltata. Lo studio ha evidenziato che nelle famiglie con almeno un bambino o un genitore positivi, la combinazione genitore sieropositivo con bambino sieronegativo è stata 4,1 volte più frequente del contrario”.

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