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Lombardia, 9 operatori sanitari positivi dopo la seconda dose di vaccino

Mentre il governo italiano continua ad alternare annunci trionfali sul piano di vaccinazione già in atto alla preoccupazione per gli scontati intoppi che si stanno registrando lungo il percorso, il mondo della scienza continua a mostrarsi diviso sull’efficacia delle cure, nel frattempo vendute a peso d’oro dai colossi farmaceutici ai Paesi colpiti dalla pandemia. L’ultimo allarme è arrivato in questo senso dalla Lombardia, dove nove operatori sanitari sono risultati positivi nonostante avessero effettuato regolarmente il trattamento.

Lombardia, 9 operatori sanitari positivi dopo la seconda dose di vaccino

Stando a quanto successivamente chiarito dalle autorità sanitarie lombarde, la notizia è stata diffusa all’interno delle indagini in corso per la ricerca delle varianti, che preoccupano per la maggiore aggressività rispetto alla forma virale che abbiamo conosciuto negli scorsi mesi. A comunicare la positività degli operatori è stato il direttore generale Welfare vicario, Marco Salmoiraghi, nel corso della Commissione Sanità in Regione. Il dato è stato indicato come “ampiamente nel range di efficacia riconosciuta al vaccino, che per Pfizer si aggira attorno al 95 per cento. Può quindi capitare che ci siano soggetti positivi al coronavirus dopo la somministrazione”.

I campioni di virus di questi pazienti sono stati sottoposti a genotipizzazione, per capire se il contagio fosse dovuto a una variante di Sars-Cov-2- Dei nove, quattro sono risultati infetti dalla variante cosiddetta “inglese”, gli altri cinque dal virus più tradizionale. Non un caso isolato, visto che nei giorni scorsi anche nel Lazio erano stati segnalati casi tra gli operatori sanitari che avevano già concluso il ciclo vaccinale, effettuando anche il richiamo previsto dal protocollo.

Lombardia, 9 operatori sanitari positivi dopo la seconda dose di vaccino

Non resta che chiedersi, allora, ancora una volta, su quali basi il governo continua a promettere allentamenti alle misure restrittive soltanto una volta che il piano di vaccinazione sarà in fase avanzata. Se al momento le cure non riescono comunque a garantire una sicurezza del 100% alla popolazione, non è forse il caso di pianificare intanto delle riaperture, nel rispetto delle regole, per evitare l’aggravarsi di una crisi economica già pesantissima? Domande alla quali Draghi, al momento, non sembra intenzionato a rispondere.

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