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L’Eni alla fine si arrende, l’Europa chiude un occhio e le sanzioni alla Russia diventano farsa

Pubblicato il 16/05/2022 20:01

Il colosso energetico italiano Eni SpA è pronto a soddisfare le richieste russe e ad aprire un conto bancario in rubli, dopo che l’Unione Europea ha ammorbidito la sua posizione in una situazione di stallo con il Cremlino sulle forniture di gas cruciali. Secondo alcuni “insiders”, l’Eni passerà ad aprire conti in rubli ed euro con Gazprombank entro mercoledì in modo da poter effettuare pagamenti puntuali questo mese ed evitare qualsiasi rischio per le forniture di gas.
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Il sottile equilibrio tra acquisti e sanzioni

Come riportato da Bloomberg, il presidente Vladimir Putin ha gettato nel caos il mercato del gas e i responsabili politici alla fine di marzo quando ha chiesto che il gas fosse pagato in rubli, altrimenti i flussi sarebbero stati tagliati. Da settimane le aziende europee e i loro avvocati stanno cercando di capire come soddisfare la sua richiesta senza violare le sanzioni volte a punire la Russia per la guerra in Ucraina. La Polonia ha rifiutato di impegnarsi con i nuovi termini e il suo gas è stato prontamente interrotto. Ma altre società hanno riscontrato ambiguità nelle linee guida emesse dall’Unione Europea e stanno cercando di mantenere gli affari come al solito.
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I conti in rubli

Alcuni funzionari dell’UE avevano affermato, anche se solo verbalmente, che l’apertura di un conto in rubli avrebbe violato le sanzioni. Ma le ultime linee guida, che dovrebbero essere pubblicate questa settimana, non dovrebbero vietare espressamente i conti in rubli, offrendo anche alle aziende delle linee guida per continuare ad acquistare gas russo. Un referente ha affermato che la società stava aspettando che tali indicazioni fossero pubblicate formalmente prima di agire, mentre un portavoce di Eni ha detto che la società non commenta i rumors e non ha avviato la procedura per l’apertura di due conti.
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La mossa del Cremlino

L’UE si era inizialmente opposta alla richiesta del Cremlino in quanto riteneva che la mossa desse troppo potere alla parte russa e coinvolgesse anche la Banca Centrale, un’entità sanzionata dal blocco. Da allora Gazprom PJSC ha tentato di rassicurare le aziende europee che possono continuare ad acquistare il gas senza infrangere le regole. Ora la banca centrale sembra non essere più coinvolta nelle transazioni.

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