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L’ascesa senza fine di De Luca jr.: oggi guadagna oltre 130 mila euro l’anno

C’è stato un passato non troppo remoto in cui il potentissimo governatore della Campania Enrico De Luca era solito puntare il dito contro Luigi Di Maio, tuonando: “In un Paese civile gli toglierebbero lo stipendio da 13 mila euro e lo manderebbero a comprare qualche merendina”. Un pensiero che molti italiani potrebbero anche condividere, considerando la clamorosa debacle del Movimento Cinque Stelle una volta entrato nei palazzi del potere. E che stona, però, con il clamoroso salto in avanti fatto proprio dal figlio di De Luca, Piero, entrato in Parlamento nel 2018 con un reddito dichiarato pari a 1.445 euro e oggi arrivato, invece, addirittura a quota 136.678 euro.

L'ascesa senza fine di De Luca jr.: oggi guadagna oltre 130 mila euro l'anno

Come riportato da Tpi, infatti, Piero De Luca è oggi vicepresidente del gruppo parlamentare Pd alla Camera e, anche se di sicuro non è solo dalla carriera politica che vengono i suoi ingenti guadagni, “c’è da giurarci che quest’ultima abbia dato una spinta decisiva, quella stessa spinta che papà Vincenzo rinfacciava a Di Maio”. Non c’è solo il ruolo di onorevole ad arricchire il curriculum del figlio del governatore campano, nominato recentemente professore associato all’ateneo di Cassino. Tutto a norma di legge, con il Fatto Quotidiano che ha però sottolineato come De Luca Jr. fosse anche l’unico a concorrere per quel ruolo dopo un bando lampo, indetto nell’estate 2020 per i soli ricercatori interni.

Paradossale, tra l’altro, che l’università abbia indetto un bando per coprire un ruolo rimasto scoperto in organico, quindi presumibilmente con una certa urgenza, salvo poi selezionare un professore che, a causa dell’ingresso in Parlamento, resterà in aspettativa fino al 2023. Una carriera, quella di Piero De Luca, iniziata nel 2018 con il ripescaggio nel listino bloccato a Caserta che gli aveva permesso di entrare per la prima volta nella sua vita alla Camera. Merito anche di una campagna elettorale di tutto rispetto, secondo La Verità “anche grazie ai contributi versati per la propaganda da cittadini e aziende locali”. In totale, un bottino di ben 105 mila euro raccolti nel feudo di papà Vincenzo.

De Luca ha mostrato tra l’altro grande attivisimo dal suo sbarco in Parlamento, presentando in tre anni di legislatura ben 53 atti parlamentari. E alcuni disegni di legge che hanno fatto discutere. Per esempio, il “conferimento di titolo di città ‘già capitale d’Italia’ a Salerno”. Un passaggio fondamentale che, siamo certi, molti italiani vedono come una delle priorità da affrontare in questi mesi complicati.

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