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La verità dietro il video dell’aggressione della Polizia al manifestante no Green pass

Durante la manifestazione di protesta contro il Green Pass di sabato scorso a Milano, è stato girato un video che mostra una scena piena di violenza. Il video, proprio per il forte contenuto, sta diventando virale.

Guardandolo non si può fare a meno di porsi qualche domanda e chiedersi soprattutto cosa sia successo e come sia possibile che sia passato in sordina un episodio di tale gravità. Probabilmente noi che difendiamo la libertà andando contro il pensiero unico sappiamo già la risposta.

Strattonato, trascinato, quasi strangolato… Nel video si vede chiaramente: un gruppo di uomini che inseguono un unico ragazzo, un manifestante, tenendolo per le braccia e strattonandolo. Davanti a lui un altro uomo, non si comprende esattamente cosa abbia fatto, ma una cosa è certa, gli fa perdere i sensi. Il ragazzo cadendo a terra viene trascinato, persino dalla sciarpa intorno al suo collo. Preso da gambe e braccia, trattamento che non viene riservato nemmeno alle bestie, continua ad essere trascinato.

Salta subito all’occhio l’uso eccessivo della violenza, del quale le forze dell’ordine devono rendere conto. Cosa avrà mai fatto il ragazzo -inerme- per subire un tale trattamento?

Le forze dell’ordine potrebbero rispondere che era un facinoroso, un pericoloso, e che lo abbiano fatto per garantire la sicurezza pubblica. Ma era giusto arrivare a tanto? Ma in questo caso c’è un quid pluris che tinge tutto di giallo. Dal video si capisce benissimo che il ragazzo perde improvvisamente i sensi per una “manovra” praticatagli dal poliziotto in borghese: le mani del funzionario, presumibilmente della Digos, si serrano intorno al collo del malcapitato e pochi secondi dopo questo perde conoscenza.

La rete si è scatenata indicando le più fantasiose ricostruzioni, fra tutte quella secondo cui il ragazzo avrebbe perso i sensi perchè gli è stato iniettato qualcosa. Ma dalle immagini al rallentatore non sembra che questa sia un’ipotesi credibile.

A nostro avviso, invece, la spiegazione è insieme più semplice e più inquietante: a far svenire all’improvviso il giovane potrebbe essere stata una particolare tecnica militare che prevede che sia fatta pressione sulla carotide per indurre la perdita di coscienza. La tesi è sostenuta sul suo blog anche da Maurizio Blondet. La parte più inquietante di questa ricostruzione è che tali tecniche sono riservate a contesti di guerra e finalizzate a contrastare un nemico armato.

Sì, avete capito bene. A far svenire il manifestante probabilmente è stata una tecnica da guerra usata su un cittadino inerme intento a protestare, per quanto animatamente, senza alcun intento offensivo.

Il ministro Lamorgese e le forze dell’ordine hanno messo in atto e stanno utilizzando dei comportamenti che normalmente vengono riservati ai contesti di guerra? È possibile utilizzare tanta aggressività contro persone che chiedono il diritto di protestare? Sul caso specifico è necessario che sia fatta chiarezza. Lamorgese e le forze dell’ordine non possono farla franca sull’utilizzo di atti così brutali e violenti.

Tuttavia immaginiamo già quale sarà la risposta che fornirà la ministra Lamorgese: l’agente della Digos era intento a controllare le pulsazioni del manifestante. Dopo la pressione degli idranti e le capacità oscillatorie dei blindati, siamo in attesa dell’ennesima “perla” del Ministro al disordine Interno. Per quanto sembri tutto comico, purtroppo, c’è poco da ridere!

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