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La protesta dilaga anche in Svizzera: ristoranti e negozi aperti per sfidare le restrizioni

Una rabbia che si estende a macchia d’olio, quella dei commercianti stanchi dei divieti e decisi a dire “basta”, costretti da mesi a chiusure forzate in un momento di grave crisi economica. Mentre in Italia ristoratori e palestre annunciano una “disobbedienza civile” per il 15 gennaio, in Svizzera sono già andate in scena le proteste di, soprattutto nella parte tedesca del Paese, ha deciso di aprire i battenti sfidando la legge, per protestare contro le misure adottate dalla autorità. 300, in tutto, gli esercenti che hanno partecipato all’iniziativa promossa dal gruppo Wir machen auf, “Apriamo”.

La protesta dilaga anche in Svizzera: ristoranti e negozi aperti per sfidare le restrizioni

Un’iniziativa che ha avuto successo, come testimoniato dal sondaggio pubblicato sul sito del gruppo wirmachenauf.ch nel quale si chiedeva ai manifestanti di testimoniare la loro adesione. In tutto le piccole e medie imprese aperte in Svizzera sono state 310, di vari settori: palestre e attività di fitness (30), commerci legati all’automobile (dodici) e infine la ristorazione, il ramo più rappresentato: 76 ristoranti, 25 caffè e 24 bar. Il tutto nonostante l’associazione elvetica dei ristoratori, GastroSuisse, avesse fatto mancare il proprio supporto.

La protesta dilaga anche in Svizzera: ristoranti e negozi aperti per sfidare le restrizioni

La protesta è andata in scena dopo che il 6 gennaio il governo aveva avviato una serie di consultazioni per ragionare sulle misure da adottare nei mesi a venire. Al momento, la linea più forte sembra quella del prolungamento della chiusura di bar e ristoranti almeno fino alla fine di febbraio. Il tutto mentre i rappresentanti di categoria sottolineano come le attività siano perfettamente sicure, “in linea con le indicazioni che lo stesso esecutivo ci ha fornito”.

La protesta dilaga anche in Svizzera: ristoranti e negozi aperti per sfidare le restrizioni

Gli esercenti che hanno aderito alla protesta si sono trovati a fare i conti con i controlli della polizia, intervenuta per ricordare a tutti le norme anti-Covid varate dal governo. Tutto si è però svolto in maniera pacifica, con i manifestanti che si sono mostrati disponibili nei confronti delle autorità: alcuni di loro sono stati segnalati per aver violato la legge e ora sarà l’autorità sanitaria a dover decidere su eventuali sanzioni da comminare.

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