in

Israele resta il campo esperimenti di Pfizer: via alla quarta dose

Pubblicato il 23/12/2021 09:33

Gli ultimi studi pubblicati da Sudafrica e Regno Unito rivelano che la variante Omicron è stata solo una bolla che si è già sgonfiata. I dati parlano chiaro, e dicono lo stesso anche in Olanda, in Austria e in Belgio, dove addirittura la curva dei contagi è scesa ancor prima dell’arrivo del lockdown che però era stato giustificato proprio con la variante Omicron. Nonostante questo, quindi nonostante i dati reali, e malgrado persino l’Oms abbia detto che “non si esce dalla pandemia a colpi di dosi booster”, Israele sarà il primo Paese al mondo ad offrire ai suoi cittadini la quarta dose di vaccino anti Covid. Perché? Per “proteggerli dalla variante Omicron”. Bizzarro, vero? Ad annunciarlo è stato il primo ministro israeliano Naftali Bennett. (Continua a leggere dopo la foto)

Come riporta il Corriere, “per ora l’ulteriore booster è destinato agli over 60, agli operatori sanitari e le persone immunodepresse con un sistema immunitario meno efficiente (come chi ha un timore o ha subito un trapianto di organo). La somministrazione sarà possibile a partire dalla prossima settimana anche senza appuntamento. Il primo ministro, intervenuto mercoledì pomeriggio ai microfoni della radio pubblica Kan dice di sperare che la variante Omicron sia «meno violenta» rispetto ad altri ceppi di coronavirus, sottolineando che coloro che sono più vulnerabili vanno protetti il più possibile. L’obiettivo del secondo richiamo è dunque proteggere la popolazione più fragile e di conseguenza evitare troppa pressione sugli ospedali”. (Continua a leggere dopo la foto)

La decisione è stata presa dopo aver accolto la raccomandazione del Comitato tecnico scientifico che suggerisce di offrire la quarta dose “almeno quattro mesi dopo la terza”. Ha detto infatti: “I cittadini di Israele sono stati i primi al mondo a ricevere la terza dose e continuiamo ad essere pionieri anche con la quarta. Questo ci aiuterà ad attraversare l’ondata di Omicron che sta investendo il mondo”. Israele resta dunque il banco di prova della campagna di vaccinazione di massa a livello mondiale per via dell’accordo con Pfizer. (Continua a leggere dopo la foto)

Come è ormai noto, il Paese ha ricevuto forniture anticipate dei vaccini in cambio della condivisione di dati sanitari sull’impatto della campagna vaccinale. Un esperimento a cielo aperto sulla pelle delle persone. “Tuttavia solo il 63% dei 9,3 milioni di abitanti ha ricevuto due dosi di vaccino perché ci sono sacche di esitanti tra le comunità arabe e ultra ortodosse. Dati preliminari non ancora pubblicati, intanto segnalano un calo di efficacia del vaccino Pfizer in Israele, anche dopo tre dosi. Prima dopo 6 mesi, poi dopo 5, poi dopo 4 e ora siamo a 3. Ci aspettiamo a questo punto che i prossimi risultati parlino di un calo dopo 2 mesi e poi dopo 1 mese.

Ti potrebbe interessare anche: Usa, vaccinata incinta, il neonato muore subito dopo il parto: la denuncia dei genitori

Sostieni il paragone.it, abbiamo bisogno del tuo aiuto: DONA

In tempi così difficili per l'editoria garantire un'informazione contro il sistema e volta a smascherare i magheggi delle elite è sempre più difficile. Parlare del vaccino e della campagna vaccinale da un'altra prospettiva è rischioso. Sostieni il duro lavoro che ogni giorno svolgiamo schierandoci contro quella logica che vede l'informazione passare addomesticata solo per i canali mainstream. Diventa anche tu sostenitore de ilparagone.it e difendi l'informazione libera!
-->

Dal Super al Mega Green pass: ecco come cambierà (per l’ennesima volta) il certificato verde

Poliziotto di 53 anni si toglie la vita: non voleva sottostare all’obbligo vaccinale