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“Io, positiva al Covid, eppure libera di girare. Con tanto di green pass”

Nell’Italia dei santoni della scienza, del vaccino che in un modo o nell’altro andrà reso obbligatorio per tutti, del green pass eletto a requisito fondamentale per tornare a una vita normale o quasi, succede di raccogliere testimonianze come quella di Chiara, un’insegnante che nonostante la doppia somministrazione di farmaci anti-Covid si è ritrovata comunque contagiata dalla variante Delta. A testimonianza di quanto i prodotti lanciati sul mercato dai colossi farmaceutici, e pagati a peso d’oro dai governi, siano tutt’altro che efficaci nella lotta al virus. Una storia che dovrebbe far riflettere per tanti motivi.

"Io, positiva al Covid, eppure libera di girare. Con tanto di green pass"

Alle pagine del Corriere della Sera Chiara Fossi, insegnante di 48 anni, ha infatti raccontato le tantissime difficoltà vissute negli ultimi mesi, quando ha scoperto di essere positiva al virus e ha affrontato la quarantena, con sitmoni fastidiosi, chiusa in casa insieme al marito e ai due figli entrambi minorenni, a loro volta contagiati. Con un paradosso: “Sulla app Immuni da quando ho fatto la seconda dose di vaccino ho l’Eu digital covid certificate che vale come green pass. Nulla è mai comparso della mia quarantena e dei tamponi positivi”.

Se Chiara avesse voluto, dunque, per il nostro governo avrebbe potuto circolare liberamente, mostrando addirittura il green pass qualora richiesto. E contagiando, potenzialmente, tante altre persone: “Io sono rimasta ovviamente isolata ma una persona con meno senso civico con quel green pass avrebbe potuto andare ovunque. Ma quale è il valore di un certificato che non si aggiorna quando un vaccinato si ammala?”. Un interrogativo non da poco, considerando che certi politici vorrebbero vincolare proprio al certificato, evidentemente non così utile ed efficace nel contrasto al Covid, la nostra libertà.

Altro problema sono state le indicazioni poco chiare, conferma di un caos generale nel quale viviamo ormai da oltre un anno: “La pediatra per la figlia di 11 anni mi aveva scritto che non saremmo potuti uscire dalla quarantena fino al tampone negativo di tutti, in realtà dopo 21 giorni è arrivato il via libera a uscire per mio figlio che non aveva ancora avuto alcun esito”.

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