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Il presidente della Commissione Affari Ue? È del M5S e ha soltanto la terza media

Nel valzer infinito di nomine e spartizioni che va in scena ormai da mesi tra il Pd e quel che resta di un Movimento Cinque Stelle sempre meno riconoscibile, tanti esponenti politici poco noti hanno fatto fortuna, senza dirlo a voce troppo alta. Abbiamo già parlato in passato delle sfavillanti carriere intraprese dai compagni di liceo di Luigi Di Maio, tutti saltati dai banchi dell’Imbriani di Pomigliano D’Arco a ruoli di primo piano accompagnati da generosi stipendi. Come Carmine America, finito nel consiglio di Leonardo. O Assia Montanino, chiamata dall’attuale ministro degli Esteri come segretario particolare. Anche l’ultima divisione di poltrone avvenuta tra i giallorossi, però, ha regalato qualche sorpresa.

A spiccare, tra i tanti, è il nome di Sergio Battelli, riconfermato alla presidenza della commissione per le politiche dell’Unione Europea alla Camera. Un ruolo accolto con grande entusiasmo dal diretto interessato, che si è subito lanciato in sentiti ringraziamenti ai colleghi pentastellati. Eppure già in passato la sua figura aveva suscitato più di una perplessità nella stampa. Il motivo? Un curriculum a dir poco scarno che però, evidentemente, non è stato tenuto troppo in considerazione al momento di affidargli un incarico così delicato, quello di guida di un organo collegiale che nei prossimi mesi dovrà affiancare il Parlamento nel definire le priorità programmatiche a livello europeo.

A spulciare la carriera di Battelli, infatti, ecco saltar fuori la terza media come fine del percorso di studi e la totale assenza di esperienze nel settore delle Politiche europee. Candidato alle Comunali di Varazze, in Liguria, nel 2009 (senza essere eletto), Battelli si era alternato tra la passione per il rock, suonando in una band, e 10 anni di lavoro in un negozio di animali. Eppure i Cinque Stelle, ai quali si era avvicinato, avevano deciso di puntare forte su di lui. Eletto deputato nel 2013, eccolo entrare nel 2014 nella Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. Dal 2015, invece, entra nella Commissione Politiche Europee e dal 2018 è presidente della Commissione Affari Europei alla Camera.

A voler fare i pignoli, proprio il regolamento della Commissione Affari Europei prevede che a farne parte siano persone con ferree conoscenze delle dinamiche europee, vista la delicatezza dell’incarico. Eppure, nonostante un bagaglio di esperienze non proprio ricchissimo, Sergio Battelli ha comunque trovato la sua strada nel mondo delle Politiche Ue. A lui il Movimento aveva anche affidato, in passato, la tesoreria, ennesima dimostrazione di una fiducia incondizionata. Una forza della natura alla quale, evidentemente, non si può proprio dire di no. Parola di Cinque Stelle.

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