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Il Pil italiano giù del 12,4%. Record negativo, già in fumo 50 miliardi

Se la prima parte del 2020 si è rivelata una vera e propria mazzata per l’economia italiana, il secondo trimestre dell’anno non sarà certo migliore, anzi. Stando alle stime Istat, infatti, il Pil sarebbe diminuito del 12,4% rispetto al periodo precedente e del 17,3% in termini tendenziali. Un dato che, dopo il calo già registrato in questi mesi, sfiora quello, drammatico, che arriva dalla Francia (-13,8%). Ancora peggio se la passa la Spagna, che ha fatto registrare un -18,5%. Numeri ai quali il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha però cercato di guardare con un ottimismo che ha fatto storcere il naso a molti analisti.

Il Pil italiano giù del 12,4%. Record negativo, già in fumo 50 miliardi

Secondo Gualtieri, infatti, “le stime diffuse dall’Istat sul Pil del secondo trimestre, pur negative a causa dell’inevitabile impatto della pandemia sui diversi settori produttivi, indicano una flessione meno grave di quanto atteso dalla maggior parte delle previsioni (la stima media era di un ribasso superiore al 15%)”. E ancora: “È un dato che testimonia la solidità degli interventi messi in campo dal governo e la possibilità per l’Italia di proseguire nel percorso di graduale e costante ripresa”.

Il Pil italiano giù del 12,4%. Record negativo, già in fumo 50 miliardi

Ma l’atteggiamento serafico del Tesoro non si è rivelato molto convincente. Di tutt’altro parere, infatti, è stato il giudizio di Confindustria: “Per quanto riguarda il Pil i dati diffusi dall’Istat, che mostrano una variazione acquisita di -14,3% nel primo semestre, sono più negativi delle attese. Così, meccanicamente, porterebbero a una revisione al ribasso della dinamica annua da noi prevista a metà maggio che sarebbe ora vicina al -11%, in linea con le stime della Commissione Europea”.

Il Pil italiano giù del 12,4%. Record negativo, già in fumo 50 miliardi

Stando alle rilevazioni dell’Istat, pubblicate dal Sole 24 Ore, il valore del Pil nel secondo trimestre del 2020 risulta essersi ridotto di oltre 50 miliardi nel confronto con il precedente trimestre. Tra aprile e giugno si sono infatti persi, in termini congiunturali, precisamente 50 miliardi e 289 milioni di euro. La caduta registrata tra aprile e giugno risente delle misure restrittive prese per contenere gli effetti dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus: si tratta, in termini congiunturali, del terzo ribasso consecutivo, dato che conferma quindi lo stato di recessione per il nostro Paese.

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