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Il balletto del coprifuoco: prima uno slittamento, poi forse l’abolizione. La decisione

Riusciremo finalmente a lasciarci alle spalle quel coprifuoco che in queste settimane sta impedendo a milioni di ristoratori e commercianti sparsi per l’Italia di tirare finalmente un po’ il fiato dopo mesi di chiusura forzata? Questa una delle domande principali che interessano gli italiani, in attesa che la cabina di regia del governo scriva il nuovo decreto da attuare poi, in settimana, dal Consiglio dei ministri. Con due schieramenti ormai ben definiti: da un lato la maggior parte dei partiti politici che, anche per non perdere ulteriore consenso nei sondaggi, chiedono un allentamento, dall’altro il ministro Roberto Speranza a predicare ancora calma, appoggiato da una parte del Pd. Un passo indietro è però ormai inevitabile.

Il balletto del coprifuoco: prima uno slittamento, poi forse l'abolizione. La decisione

Troppe le proteste, più che comprensibili, degli italiani per continuare a prolungare una misura ormai percepita da larghissima parte della popolazione come ingiusta. L’accordo al quale si è arrivati in queste ore all’interno del governo Draghi è quindi sì di abolire il coprifuoco, ma con relativa calma. Si seguirà infatti un percorso “graduale”, con l’ipotesi principale che vede uno slittamento del coprifuoco alle 23 ma soltanto a partire dal 24 maggio.

Soltanto successivamente, nel giro di un altro paio di settimane, l’orario di rientro obbligatorio potrebbe slittare nuovamente di un’ora, alle 24, per poi andare incontro a una definitiva abolizione che però potrebbe arrivare soltanto da luglio, non prima. Diversi partiti avevano cercato di spostare la data del fatico “addio al coprifuoco” al 2 giugno, giorno significativo in quanto Festa della Repubblica Italiana. Ma il premier Mario Draghi e il ministro Speranza continuano a predicare calma, sostenendo che la curva dei contagi non sia ancora abbastanza buona da poter pensare a un allentamento in tempi così brevi.

Ancora da risolvere anche alcuni nodi per quanto riguarda la ristorazione, che saranno sciolti soltanto nelle prossime ore: dal 1 giugno si dovrebbe tornare a fare servizio al chiuso, in bar e ristoranti, dalle 5 alle 18 con sola consumazione al tavolo. Molti governatori premono per consentire, entro quella data, anche l’apertura a cena, ma anche qui l’ala più “oltranzista” dell’esecutivo non è convinta e tira il freno. Tanta incertezza, infine, sulla possibilità di riaprire le piscine al chiuso, per le quali al momento non c’è ancora una data stabilita.

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