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“Ho rifiutato un milione dalla ‘ndrangheta!” Storie dell’Italia che (nonostante tutto) resiste

Quello che si teme e su cui Nicola Gratteri proprio l’altro giorno ha messo in guardia, sta già accadendo sotto gli occhi del governo cieco e sordo. Un imprenditore emiliano denuncia la proposta di ‘acquisto’ della sua azienda, ricevuta dalla n’drangheta. “Un milione di euro subito pronto per far ripartire” le attività, il prezzo da pagare è quello di “accettare come socio un uomo occulto”, il cui “nome -ovviamente- non sarebbe dovuto comparire in nessun documento ufficiale” e che però avrebbe partecipato alle scelte future dell’azienda.

Giovanni racconta su La Stampa come sono andati i fatti. Tutto è iniziato con una confidenza fatta al segretario dell’associazione sindacalista: “Gli avevo raccontato che nel giro di due mesi sarei stato costretto a licenziare i miei 44 dipendenti. A marzo li ho pagati con stipendio regolare, come se niente fosse successo, per aprile e maggio ho invece anticipato la cassa di integrazione”. Così Giovanni, prosciugati i fondi, tra anticpi di cassa integrazione, spese da pagare, tre mutui, azzeramento degli incassi, ha provato a chiedere un consiglio su come affrontare la crisi e non mandare in fallimento la ditta. La risposta è stata la proposta indesiderata da parte dell’ ‘uomo occulto’.

“Mi ha detto che se avessimo iniziato questa avventura insieme avremmo potuto fare altri affari con dei suoi amici calabresi. Il piano era quello di far ripartire la mia azienda e poi di rilevarne altre insieme”. L’ ‘uomo occulto’, burattino nelle mani della ‘regia mafiosa a distanza’ ha trasmesso un messaggio chiaro: “Noi i soldi li abbiamo e possiamo farli fruttare, soprattutto ora che in tanti ne hanno bisogno”.

Giovanni ha declinato l’invito, denunciando quanto successo ai carabinieri. Il caso ora è in mano alla procura antimafia: “Spero che ora mi proteggano: non presentare la denuncia sarebbe stato un modo per assecondare la strategia dei boss. E io questo non lo voglio fare, perchè sono convinto che ognuno debba fare la sua parte per fermare le mafie”.

Dov’è lo Stato in tutto questo? Cosa il governo di promettopoli sta facendo? La risposta la si coglie chiaramente tra le righe di questa storia. NULLA.

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