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Green pass per tutti a lavoro, ora è legge: unici al mondo. E Draghi: “No tamponi gratis”

Pubblicato il 17/09/2021 07:37

Il governo raddoppia. Mentre scienziati, economisti, medici e professori si sgolano per contrastare l’obbligo vaccinale e l’inutile logica del Green pass, il governo italiano vara un nuovo decreto addirittura per estenderlo. E così dal 15 ottobre non si potrà entrare in nessun luogo di lavoro, pubblico o privato senza il lasciapassare del governo. Il premier Mario Draghi estende così l’obbligo a oltre un terzo degli italiani. Un atto di forza e di violenza che non ha precedenti. Contestualmente, inasprisce anche controlli e sanzioni, con lo scopo – dice lui – di “continuare ad aprire il Paese” ed evitare nuove chiusure. La solita balla a cui non crede più nessuno. (Continua a leggere dopo la foto)

Il via libera del governo è unanime, anche la Lega e Matteo Salvini hanno votato felicemente il provvedimento. Dalla metà di ottobre, dunque, gli italiani per accedere ai luoghi di lavoro se non vaccinati o guariti dal Covid dovranno fare un tampone ogni 48 ore (72 ore se molecolare), altrimenti incorreranno nella sospensione dal lavoro o dallo stipendio e in multe fino a 1500 euro. Non passa la richiesta di tamponi gratis per tutti i lavoratori non vaccinati, ovviamente. (Continua a leggere dopo la foto)

Alla misura esprimono sostegno convinto Enrico Letta, Matteo Renzi, i ministri di Forza Italia e pure Giuseppe Conte. La scelta del governo italiano non ha eguali nel mondo. E vale per dipendenti pubblici, autorità indipendenti, Bankitalia, per tutti i detentori di cariche elettive o istituzionali, per tutti i lavoratori privati, sia i dipendenti, che gli autonomi, dagli avvocati agli architetti, dagli idraulici, fino alle colf e le badanti. Ovunque si possa controllare, entra in vigore l’obbligo. (Continua a leggere dopo la foto)

Non sui mezzi di trasporto locale, però. Non ti vaccini? Via allo stop dello stipendio dopo cinque giorni di ingresso al lavoro senza Green pass, sia nel pubblico sia nel privato. E poi per i mancati controlli dei datori di lavoro multe da 400 a 1000 euro, per le violazioni dei lavoratori da 600 a 1500 euro. Siamo alla degenerazione totale, l’Italia si ribelli!

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