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“Gli italiani lo hanno chiesto”. Draghi inaugura una nuova forma di governo e non è la democrazia

Pubblicato il 20/07/2022 11:07

“Non sono un premier eletto”, così ha esordito Mario Draghi, l’ex banchiere centrale chiamato a “governare” l’italia per conto terzi, ricordando un’anomalia che troppo spesso ormai si verifica in Italia. Uomini calati dall’alto e spesso dall’estero privi di mandato popolare che sfasciano e svendono quello che resta dell’Italia e della Repubblica Italiana. Ma se pensate che Mario Draghi abbia avuto un momento di autocritica e di onestà intellettuale vi sbagliate di grosso. La sua era solo la richiesta o meglio la pretesa di ottenere un mandato parlamentare almeno pari a quello, che a suo dire, gli avrebbe affidato in prima persona il popolo italiano. No, non è una nostra maligna lettura del discorso dell’illuminato, ma è esattamente quello che ha detto dopo. (Continua dopo la foto)

“Sono qui solo perché gli italiani me lo hanno chiesto”. Sì, ha detto proprio così in sfregio non solo alla Costituzione italiana, ma anche soltanto ad una minima cultura democratica delle istituzioni. E infatti, se la richiesta degli italiani non è avvenuta nelle forme democratiche delle elezioni, in quale altro modo Draghi avrebbe ricevuto l’accorato appello di “tota italia”? (Continua dopo la foto)

Lo spiega direttamente l’aspirante Principe d’Italia: “La mobilitazione di questi giorni da parte di cittadini, associazioni, territori a favore della prosecuzione del Governo è senza precedenti e impossibile da ignorare. Ha coinvolto il terzo settore, la scuola e l’università, il mondo dell’economia, delle professioni e dell’imprenditoria, lo sport.” Un appello diretto ad un legame, peraltro presunto e di fatto preteso, con il popolo italiano degno di un manuale da aspirate dittatore. E il Parlamento ha ancora una volta accettato e subito questo affronto, senza riuscire a liberarsi di quel complesso di inferiorità che la “politica” ha ormai introiettato nei confronti di finti “tecnici” che sono invece così profondamente politici da stare realizzando un vero e proprio cambio della forma Costituzionale della Nazione: dalla Democrazia al Principato

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