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Così la Germania si è presa l’Europa: tutti i regali che si è fatta grazie all’Ue (a discapito dell’Italia)

Pubblicato il 20/04/2020 10:29

Continua senza sosta e a pieno regime la germanizzazione dell’Europa. Il problema è che molti non sembrano ancora essersene accorti. Dietro la battaglia per il Mes c’è la chiara volontà della Germania di mettere le mani, una volta per tutte, sulle istituzione europee per impadronirsene e farne quel che vogliono. Del resto, un assaggio ce lo hanno già dato negli ultimi anni. A farne le spese sarà soprattutto l’Italia (terza economia dell’Unione) e gli stati del Sud. Mentre i tedeschi – con l’aiuto di Olanda e altri Stati del nord Europa – stanno continuando a scartare i regali che si sono fatti da soli grazie all’Ue a trazione Germania.

Ne parla Dragoni su La Verità, in cui spiega: “Primo: c’è il Sure che potrà concedere prestiti ai 27 Stati Ue fino a 100 miliardi in tutto facendo leva su un patrimonio di 25 miliardi. Lo strumento è governato dalla Commissione Ue. E chi dirige la baracca? Ursula von Der Leyen, nazionalità tedesca. Secondo, c’è poi la Banca europea degli investimenti (Bei) che concede prestiti alle imprese ed è la banca dell’Ue. Con l’emergenza coronavirus le verrà conferito uno stanziamento di 25 miliardi a garanzia di prestiti per 200. Chi la presiede? Werner Hoyer, nazionalità ovviamente tedesca. Dulcis in fundo, il Mes creditore privilegiato che presta i soldi, in verità pochi (non oltre il 2% del Pil), un po’ anche nostri (per il 18%) e dietro ‘rigorose condizionalità’. E chi dirige il Mes? Klaus Reglhig, nazionalità manco a dirlo tedesca”.

Gli uomini chiave nelle posizioni chiave per condurre la partita. È così che la Germania porterà a compimento il suo progetto, sfruttando la situazione drammatica di questa pandemia. “L’intenzione dei tedeschi non è mai stata quella di sussidiare qualcun altro, men che meno l’Italia. ‘Le regole dei trattati sono chiare. La comunità europea non sarà responsabile dei debiti degli Stati membri e quindi non ci saranno ulteriori trasferimenti finanziari’, ribadiva Helmut Kohl al momento della nascita dell’Ue. Mentre invece l’Italia è stata fatta scodinzolare giuliva dal presidente Mario Monti nel 2012 affinché quasi 60 dei nostri miliardi finissero ai vari fondi salva stati. Bisognava sgravare i bilanci delle banche commerciali francesi e tedesche dai troppi crediti a rischio verso la Grecia”.

Ma cosa sono questi eurobond (o coronabond) che tanto preoccupano la Germania? Sono titoli emessi congiuntamente da tutti i Paesi dell’Ue attraverso un organismo comune. Ma perché allora ogni Stato non dovrebbe emettere un suo debito come ora, invece di prefigurare questa formula? “Perché il tasso di interesse degli eurobond – si legge su La Verità – sarebbe un po’ più basso dei Btp e un po’ più alto dei Bund. Quindi ancora una volta ci guadagnerebbe l’Italia a scapito della Germania”. Eresia. Intanto l’eurozona rischia di saltare, e sempre per mano di Berlino.

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