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Gas e Benzina, aumenti no stop. Ecco cosa sta accadendo (e cosa rischiano gli italiani)

Pubblicato il 21/01/2024 13:45

Ci risiamo. Le nostre vite e i nostri portafogli ormai sembrano incastrati in una sorta di loop. Una continua altalena con molti alti e pochi bassi, solo che per “alti” si intendono i prezzi che aumentano. E stavolta non per colpa nostra o delle scelte del nostro governo. In occasione dello scoppio della crisi Ucraina è stata una precisa volontà quella di applicare sanzioni alla Russia. Con il risultato di non infastidire più di tanto Putin, come in molti avevano previsto. Ma provocando pesantissimi aumenti dei prezzi dell’energia ai cittadini italiani (ed europei in generale). Per capirci, si sta parlando di rincari nel 2022 hanno sfiorato il +110% per l’energia elettrica e il +57% per il gas. Ma ora è la crisi in Medio Oriente, che peggiora di giorno in giorno, a farci rischiare un ulteriore salasso. (continua dopo la foto)

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Dopo che l’inflazione (causata per il 70% proprio dall’aumento dei prezzi energetici) si è mangiata una fetta dei nostri stipendi, dopo gli aumenti indiscriminati delle spese e tutto il resto, un nuovo rincaro di benzina e gas sarebbe un disastro. Specie per chi l’automobile la usa per lavorare o per recarsi sul posto di lavoro. I prezzi energetici sono già molto alti, e per cause internazionali rischiano di diventare proibitivi. E di erodere ulteriormente i risparmi e il potere d’acquisto dei consumatori italiani. Il ministro delle Imprese e Made in Italy D’Urso aveva già lanciato l’allarme dopo l’attacco di Hamas a Israele. “Le bollette del gas e la benzina potrebbero ulteriormente rincarare”, aveva detto. Con la consapevolezza che l’instabilità in quella zona caldissima del mondo, per noi italiani, potrebbe avere un effetto molto peggiore rispetto a quello della guerra in Ucraina. (continua dopo la foto)

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Già a inizio crisi, con i primi cambi nelle quotazioni di gas sui mercati internazionali, per le famiglie ci sarebbe un rincaro medio annuo di 355 Euro per l’energia fra gas (+210) e luce (+145). Stesso discorso vale per il prezzo del petrolio. Dipende dagli sviluppi che avrà il conflitto ancora in corso. Quanto durerà e se si espanderà ad altri Paesi. E ancora, se Stati Uniti e Ue decideranno di imporre sanzioni all’Iran, accusato di aver appoggiato Hamas: questo avrebbe immediate e gravi ripercussioni sul prezzo del greggio al barile. La situazione fa riflettere, ancora una volta, sulla necessità di dotare il Paese di una maggiore autonomia energetica. Oggi dipendiamo dal forniture straniere per l’80%. Che la materia prima arrivi da Russia o Algeria fa poca differenza, a questo punto. Specie in questa congiuntura storica, restiamo sempre a rischio. Sta agli esperti cercare una soluzione. Al più presto possibile.

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