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Fuori dall’UE. Gli italiani hanno le idee chiare, i politici no!

Il 53% degli italiani, delusi dalla solidarietà dimostrata dall’Europa e dall’accavallarsi dei fatti successi dallo scoppio epidemico, vorrebbe rivedere i rapporti con l’Unione europea. Il 35% auspica la completa uscita dell’Italia, il 18% l’abbandono dell’euro. Dati che emergono  da un sondaggio effettuto dal Cise, Centro studi elettorali dell’università Luiss.

Sorprendentemente per gli autori dello studio, solo il 47% vorrebbe che l’Italia rimanesse sia nella moneta che nella UE. È cambiata profondmente la percezione sulla solidarietà, l’idea che gli altri Paese membri non stiano aiutando l’Italia è confermata dall’85% del campione. 

L’opinione varia seguendo linee già note sulla base delle categorie di appartenenza. Mentre l’Unione Europea è favorita dagli imprenditori/dirigenti, è contesta dalle categorie con reddito più basso. Solo il 18% degli operai, il 25% dei disoccupati e il 36% dei commercianti vorrebbe rimanere alle condizioni attuali all’interno dell’Unione. Spiegano allarmati gli autori dello studio: “Se dunque il giudizio fosse relato alla condizione socioeconomica, all’incedere rapido della crisi potrebbe corrispondere una risposta ancora più euroscettica della categoria”. 

L’Italia è sempre più consapevole di quanto limitante sia rimanere all’interno dell’Unione Europea, un Unione che come diciamo sempre è burattino nelle mani della Germania che tira i fili del comando. Abbiamo perso la nostra sovranità monetaria, piegati alle condizioni  imposteci dall’austerità europeista. Con questa crisi le risposte devono essere straordinarie, il contesto che l’assetto economico sta subendo è straordinario e necessita di risposte adeguate ad opera di un governo forte e presente. Basta servilismi. 

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