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“Voglio la verità su vaccini e Covid: mi candido con Italexit”. Il dottor Frajese sceglie Paragone: il suo annuncio

Pubblicato il 08/08/2022 11:03

“Il tema Covid è scottante, ci sono le elezioni, non si vuole far ricordare agli italiani cosa è successo: dal lockdown al “green pass che è libertà” (secondo Letta), dalle mascherine ai bambini, alla tachipirina e vigile attesa. Una sequenza imbarazzante di scelte politiche non basate sulla scienza ma su una propaganda del terrore che ha dato carta bianca al potere, affinché potesse seguire i propri disegni di digitalizzazione e controllo dell’essere umano. Noi non siamo numeri, siamo esseri umani”. Con queste parole il dottor Giovanni Frajese, uno dei volti più rappresentativi della lotta contro la gestione folle della pandemia da parte dei governi Conte e Draghi, ha deciso di entrare in politica e candidarsi con Italexit di Gianluigi Paragone. “Non è stata e non è una scelta facile – racconta a La Verità che lo ha intervistato -. Ho dato la mia voce a tutti i movimenti, politici e no, che me lo hanno chiesto. Ho rifiutato svariate volte la candidatura che mi è stata offerta da diverse forze politiche, contrarie alla gestione del Paese negli ultimi anni, incluso lo stesso Paragone. Avevo scelto la linea che ritenevo più adatta alle mie esigenze. Rimanendo fuori avrei potuto avere maggiore serenità personale e familiare, e avrei potuto parlare ed essere ascoltato senza alcun pregiudizio. Ma poi negli ultimi giorni ho realizzato che questa era una strada comoda, ma che poteva portarmi, un domani, a un rimpianto”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega così Frajese la sua scelta: “Se il prossimo governo dovesse restare in carica per la durata naturale della legislatura e continuare nella strada tracciata sino a ora sui temi della sanità, cosa che non mi auguro, so che un domani non mi perdonerei di non aver provato a fare qualcosa nel momento in cui era possibile farlo, vale a dire adesso. Quindi ho deciso di lasciare la porta aperta alla possibilità. Perché Paragone? L’ho conosciuto personalmente dall’inizio della mia esposizione. L’ho incrociato nella apparizione dalla Merlino, quella in cui ho avuto l’ormai famoso confronto con Sileri. Con me ha sempre mantenuto la parola, e per me questo è importante. Ho avuto carta bianca per preparare una proposta per la sanità, e ci sto lavorando con validi e saggi amici. La mia è una candidatura indipendente, intellettualmente e fattivamente. Rappresento me stesso in un gruppo che condivide la necessità di un cambio di direzione di 180 gradi. Io, come tanti credo, ho sete di verità e di libertà. Queste saranno le mie istanze: verità su ciò che è successo, dalla gestione della pandemia alla questione vaccinale; libertà di espressione e di scelta in temi sanitari e non solo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Continua Frajese: “Credo che ogni essere umano nasca libero di determinare il proprio cammino e di cercare un senso della propria esistenza, senza con questo togliere libertà ad altri. La politica attuale impone un senso mal guidato di bene collettivo che sarebbe superiore a quello individuale, io credo invece che la lotta tra luce e oscurità avvenga in ognuno di noi, e che la responsabilità sia prima individuale e poi condivisa. La sfida maggiore è mostrare che si può e si deve fare una politica che non massacri la famiglia e la vita, una politica più vicina al popolo e al contempo più elevata, più reale, perché vera e coerente. Mi sono occupato per 25 anni della salute e del benessere delle persone, ora sto cercando di occuparmi della salute e del benessere del Paese, perché è malato. Malato nella maniera in cui guarda ai suoi cittadini, e come li gestisce, nell’interesse di lobby e gruppi di potere, il popolo viene guardato con malcelato disprezzo e supponenza. Malato fino al punto di sperimentare sui propri figli. Anche se sospeso, ho difficoltà a non parlare e consigliare le persone sul piano medico, è un dovere anche questo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Racconta il dottor Frajese: “Se venissi eletto potrei avere uno spazio in cui lasciar parlare la competenza e i dati scientifici, ma non solo. Si potrebbe innalzare il livello delle discussioni mettendo in campo temi necessari per un diverso sviluppo della nostra società. Bisogna capire le direzioni: dal transumanesimo verso cui sembriamo diretti serve riprendere il senso dell’umanità, delle radici cristiane ed etiche che hanno lungamente ispirato l’antica bellezza dell’anima del nostro Paese”. Quando all’attualità sanitaria Frajese è netto: “L’Italia continua a essere la nazione con più morti persino in questa fase. Sento colleghi che ancora rispondono con tachipirina e vigile attesa. I protocolli terapeutici non sono stati testati, ma neanche sviluppati. Si è puntato tutto sui vaccini, falliti questi si rimane in un limbo di mancanza di studi e informazione. Siamo molto indietro, è stato perso molto tempo, ma la medicina può e deve dare risposte scientifiche, non dogmatiche. Può e deve dare terapie perché le persone questo si aspettano, in particolare coloro che hanno subito danni dalla vaccinazione e che oggi sono ignorati e abbandonati”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude Frajese: “Le scelte italiane sono state esaminate anche a livello scientifico, sul Journal of Pharmacology and Pharmacology Research dagli ottimi Bellavite e Cosentino, mostrando che il ritardo dell’intervento terapeutico potrebbe essere la causa di una letalità molto elevata riscontrata praticamente solo qui da noi. Il Covid ha insegnato che con le emergenze sanitarie i governi fanno quello che vogliono, calpestano ogni diritto naturale e costituzionale, in nome del bene comune, della nostra salute. I soldi si usano a piacimento, e le leggi si possono emanare come Dpcm, editti di dittatoriale memoria che scavalcano il Parlamento. Le emergenze sono funzionali alla transizione del sistema verso quello digitale e disumano. È la nuova politica della paura; dalla lotta al terrorismo a quella contro gli invisibili agenti patogeni, tutto viene fatto ipocritamente per il nostro bene. Se ne esce solo se la gente dice basta, se cresce la consapevolezza di ciò che è successo e sta succedendo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Un’ultima battuta? Dice Frajese: “Bisogna riappropriarsi della logica e dell’umanità. La vita ha un tasso di sopravvivenza dello 0%, bisogna farci i conti e avere il coraggio di vivere. Serve una commissione per indagare a fondo sulla gestione del Covid, è tra le prime ragioni per cui ho deciso di provare con la politica. Io voglio sapere la verità, abbiamo sofferto anni di pressioni e discriminazioni umane, mediche, sociali ed economiche. Meritiamo di sapere con trasparenza cosa sia successo, non un segreto militare”.

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