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Nel decreto Semplificazioni il governo infila un regalo per l’aeroporto di Firenze

Il governo, nel decreto Semplificazioni, impacchetta un regalino per Firenze. Ricordate l’ampliamento dell’aeroporto tanto voluto dal Giglio Magico? Bene, ora si può fare. Grazie a una norma contenuta nell’articolo 50 del Decreto, il governo estende agli aeroporti il modello di semplificazione che fino a pochi giorni valeva solo per le autorizzazioni dei porti. Come ricostruisce Giacomo Salvini su Il Fatto Quotidiano, “tutta la partita si gioca sulle autorizzazioni: la Vas (Valutazione Ambientale Strategica) che riguarda l’iter del progetto e la Via (Valutazione di Impatto Ambientale) sulle singole opere. Fino a pochi giorni fa, queste due procedure dovevano essere approvate separatamente ma, con il nuovo decreto, per i Piani di sviluppo aeroportuale tutti gli elementi ‘già valutati in sede di Vas costituiscono dati acquisiti”. Non solo: la stessa Via si conclude con un unico provvedimento integrato”.

Come sottolinea Salvini, la norma sembra scritta apposta per l’aeroporto di Firenze, le cui autorizzazioni negli ultimi anni sono state bocciate dai giudici amministrativi: “Prima la Vas rigettata dal Tar della Toscana nel 2016 e poi la Via su cui prima i giudici di primo grado e a poi anche il Consiglio di Stato hanno messo una pietra sopra. Con questa norma il progetto della nuova pista da 2.400 metri rinasce. Dopo le elezioni regionali di settembre, infatti, la nuova giunta (al governo sperano targata Pd) non dovrà far ripartire il procedimento e approvare una nuova Vas ma solo la Via, evitando così di portare il dossier in consiglio regionale”. Quindi, questa pista s’ha da fare.

Ma non è tutto. Il decreto ha anche ridotto i tempi – da 60 a 45 giorni – per dare modo ai cittadini e a tutti i soggetti interessati di presentare le proprie osservazioni. Tempi strettissimi, insomma. Ma a Firenze i tanti comitati che si sono creati per dire No a questa opera già promettono battaglia e si stanno organizzando. “L’articolo 50 è una porcata” dice ad esempio Fabio Zita, del comitato “No aeroporto” al Fatto. “Mi occupo di questa materia da 35 anni e non vedo la necessità di ridurre drasticamente i tempi – continua Zita – Se le opere non si realizzano non è per le procedure ma per colpa della politica”.

Secondo gli attivisti, inoltre, c’è un mistero sulla norma “perché nella bozza precedente l’ampliamento dai porti agli aeroporti è stata inserita solo nell’ultima versione del decreto e non è chiaro di chi sia questa ‘manina”. E intanto in molti si interrogano se la semplificazione delle procedura per favorire chissà chi e chissà cosa non possa diventare un rischio per la salute dei cittadini. Si prevedono altre battaglie.

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