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Ferragni, Balocco al contrattacco. “Impugnato il provvedimento”. Le “velate” accuse al brand dell’influencer

Pubblicato il 14/02/2024 11:51 - Aggiornato il 14/02/2024 11:52

Ora sul caso Ferragni-Balocco scende in campo anche l’azienda produttrice del Pandoro “Pink Christmas”. E lo fa con una modalità che di sicuro non deve far piacere alla nota influencer. “In data odierna”, scrive l’ufficio stampa della Balocco in un comunicato, “abbiamo impugnato il provvedimento reso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in relazione all’iniziativa Pandoro Pink Christmas, in quanto ritenuto ingiusto”. Ricordiamo che il produttore è stato sanzionato con un’ammenda di 420.000 Euro. L’intento della Balocco è di essere scagionata dalle accuse, di fatto, scaricando la responsabilità sul brand Ferragni. “Balocco”, prosegue il comunicato, “è determinata a dimostrare anche dinanzi al Tar del Lazio di aver operato correttamente, e confida nel fatto che il provvedimento verrà annullato”. (continua dopo la foto)

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La tesi dell’azienda si basa su quanto emerso nel Provvedimento dell’Autorità Garante della Concorrenza. Che ha riportato stralci di conversazioni via mail intercorsi fra Balocco e il team Ferragni. Dalle mail, emergerebbe la volontà dell’azienda di non inserire mai nelle comunicazioni all’esterno un legame fra la vendita dei pandori e l’operazione di beneficenza. Legame effettvamente inesistente, visto che la donazione all’Ospedale Infantile Regina Margherita era stata effettuata da Balocco in maggio, ben prima del lancio dell’operazione commerciale. Ma a decidere le modalità di comunicazione, come riconosciuto anche dall’Autorità Garante, era stata la società Fenice, che fa capo alla Ferragni. (continua dopo la foto)

“In forza delle previsioni del contratto con Balocco”, sottolinea l’AgCm nel suo provvedimento, “Fenice ha potuto decidere il testo da essa proposto, così come in generale la linea editoriale e di comunicazione”. Balocco in effetti non si era opposta alle scelte della società della Ferragni. A questo proposito, però, viene citata una mail interna in cui un addetto dell’azienda metteva in guarda il Gruppo Ferragni: “Per me ok”, scriveva l’addetto, “ma massima attenzione all’attività benefica che ci espone a pubblicità ingannevole se correlata alle vendite… Occorre spiegarglielo bene, forse anche per telefono”. Insomma, altro che errore di comunicazione. Fenice e la Ferragni erano state avvertite, ma hanno scelto di agire lo stesso con spregiudicatezza. O almeno questo è ciò che sostiene l’azienda dolciaria.

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