in

“Febbre, dolori, tachicardia: la mia vita rovinata dopo il vaccino”: il racconto choc di Joao

Violente fitte al petto, anche quindici volte al giorno, accompagnate da una sensazione di agitazione, come di costante tachicardia. Joao Kisonga, 37 milanese, è tra le persone che ha deciso di vaccinarsi obbedendo alle richieste, sempre più pressanti, del governo. Salvo poi trovarsi a fare i conti con effetti indesiderati imprevisti, con i quali ancora oggi è costretto a confrontarsi.

"Febbre, dolori, tachicardia: la mia vita rovinata dopo il vaccino": il racconto choc di Joao

Joao ha scelto di affidare al sito La Finesta di Azzurra il suo racconto. A giugno il 37enne, atleta di basket professionista, era in piena salute. Pochissimi malanni stagionali, donatore regolare di sangue, mai un’influenza preoccupante, test del tampone ogni settimana prima di affrontare le competizioni sportive. Dopo il 22 giugno, giorno della seconda dose del vaccino Pfizer, la sua vita è però cambiata per sempre.

Poco dopo il vaccino, infatti, ecco arrivare i primi sintomi, uno peggiore dell’altro: febbre, mal di testa, affaticamento, mancanza di forze, dolori al petto, fitte sempre più forti, come staffilate. Un confronto con il medico aveva suggerito immediatamente una correlazione con il vaccino. Ma sulla cartella clinica, nessun riferimento: “Mi sento preso in giro, beffato. Inoltre provo molta rabbia poiché i miei progetti sono stati distrutti, non mi sono ancora ripreso e trascorrerò quest’anno senza ingaggi sportivi con perdite economiche, dopo avere perso pure l’opportunità di un avanzamento di carriera. Infatti a luglio avrei dovuto raggiungere l’Arabia Saudita per lavoro”.

Perimiocardite acuta, questo il verdetto: “Le domande mi tormentano. Mi assicurano che si guarisce del tutto, ma finché non vedo non credo. Altri sportivi dopo la vaccinazione si sono ammalati di miocardite e pericardite e alcuni, pur essendo guariti, non hanno più potuto fare sport a livello agonistico”. Per lui, come per tutti, oltre al danno c’è però anche la beffa: nessun risarcimento previsto. E un interrogativo, inquietante: “Qualche medico mi ha detto che forse questa reazione da parte del mio organismo dipende dal fatto che avessi già sviluppato anticorpi. Allora mi domando: se si ha consapevolezza del fatto che iniettare il vaccino in soggetti che hanno già fatto la Covid possa determinare esisti nefasti di questo genere, perché non sottoporre tutti al test sierologico prima di inoculare l’antidoto?”.

Ti potrebbe interessare anche: La sospensione non c’è, ma è come se ci fosse: l’ennesimo pasticcio del governo sul Green pass

Dopo il vaccino, la pillola anti-Covid: per Big Pharma, la pandemia è un business senza fine

Giarrusso (Italexit) le suona a Brindisi: “Basta criminalizzare chi ha dubbi sui vaccini”