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Il fallimento dell’Ue: “Non ha centrato nessuno degli obiettivi prefissati per il primo trimestre”

Mentre il Regno Unito, forte della Brexit, sta per tornare alla normalità, l’Ue resta nuda di fronte al suo fallimento. Se il Covid, e la gestione dell’emergenza e della ripresa, dovevano rappresentare il test definitivo per dimostrare a tutti che l’Europa è un bene per gli Stati membri, la prova è stata fallita clamorosamente. Come racconta anche Alberto D’Argenio su Repubblica, l’Ue non ha centrato nessuno degli obiettivi prefissati per il primo trimestre: “Invece che l’80% degli over 80 e del personale sanitario, sono stati immunizzati solo il 27% degli anziani e il 47% dei professionisti della salute”. E ora anche l’Oms fa pezzi l’Unione Europea. Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa, ha rilasciato una nota in cui ha usato toni durissimi per stigmatizzare i ritardi della campagna vaccinale europea. (continua a leggere dopo la foto)

Scrive Kluge: “I vaccini rappresentano la nostra migliore via d’uscita da questa pandemia. Non solo funzionano, ma sono anche molto efficaci nel prevenire le infezioni. Tuttavia, il loro lancio è inaccettabilmente lento. Fintanto che la copertura rimane bassa, dobbiamo applicare le stesse misure sanitarie e sociali che abbiamo applicato in passato, per compensare i ritardi nei programmi. Vorrei essere chiaro, dobbiamo accelerare il processo aumentando la produzione, riducendo gli ostacoli alla somministrazione dei vaccini e utilizzando ogni singola fiala che abbiamo in magazzino, ora”. (continua a leggere dopo la foto)

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Come sottolinea Il Tempo, dall’Oms mostrano poi tutti i dati della vergogna dell’Ue: ad oggi solo il 10% della popolazione totale dell’Europa ha ricevuto una dose di vaccino e il 4% ha completato la vaccinazione, inoltre i nuovi casi di contagio da Covid sono in aumento in ogni fascia di età tranne che nelle persone di 80 anni e più. C’è il rischio che la campagna in corso ‘fornisca un falso senso di sicurezza alle autorità e al pubblico è considerevole e questo comporta un pericolo. Solo nella popolazione over 80 – spiega Kluge – abbiamo assistito a un costante calo dei casi e una percentuale decrescente di morti per Covid-19 dall’inizio del 2021, riflesso dei primi segni dell’impatto della vaccinazione'”. (continua a leggere dopo la foto)

Oltre a quelle di Kluge ha preso posizione anche Dorit Nitzan, direttrice regionale per le emergenze per l’Ufficio regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità per l’Europa: “Solo 5 settimane fa, il numero settimanale di nuovi casi in Europa era sceso a meno di 1 milione, ma ora la situazione della Regione è più preoccupante di quanto non si sia visto da diversi mesi”. Se ne deduca che senza Ue, probabilmente, a quest’ora staremmo meglio.

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