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Arriva la nuova eco-tassa e l’Italia trema: “A rischio oltre 100 mila posti di lavoro”. L’annuncio Ue

Pubblicato il 25/10/2023 09:48 - Aggiornato il 25/10/2023 11:39

Un’Unione Europea sempre attentissima agli interessi delle multinazionali. E lontanissima, invece, dalle esigenze delle famiglie e delle piccole e medie imprese, puntalmente abbandonate a loro stesse, a volte persino vessate con inspiegabile accanimento. Questa l’immagine che la maggior parte degli italiani ha ormai di Bruxelles, non a torto: a confermarla è infatti l’ultima presa di posizione dell’Ue, pronta a imporre una nuova eco-tassa che potrebbe avere conseguenze pesantissime per lavoratori e aziende. Votato anche da Pd e M5S, il provvedimento mira a “ridurre i rifiuti da imballaggio”, con lo stop per esempio alle confezioni di frutta e verdura da meno di un chilo. Dovesse diventare esecutivo, i ristoranti dovrebbero anche rinunciare a piatti, posate e bicchieri di plastica. (Continua a leggere dopo la foto)
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eco-tassa posti di lavoro a rischio

Le conseguenze sarebbero visibili, per i consumatori, anche al momento dell’acquisto di una semplice bottiglia d’acqua: una volta terminata, il nuovo regolamento prevede infatti che non vada più gettata nell’apposito bidone, ma riconsegnata al negoziante per il riciclo. Nel frattempo, però, i prezzi sarebbero aumentati, una sorta di “cauzione” da pagare al momento dell’acquisto. (Continua a leggere dopo la foto)

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In caso di riconsegna della confezione di plastica, ci verrebbe poi restituita la differenza sotto forma di “vuoto a rendere”, dando poi il via a un processo di disinfezione e di ricostituzione della bottiglia. Dovesse essere approvato il provvedimento, entro il 2050 scatterebbe l’obbligo di riutilizzo degli imballaggi, seguendo tappe precise: 10% già entro il 2030, il 20 entro il 2040. (Continua a leggere dopo la foto)

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Quale sarebbe, nel dettaglio, l’impatto sulle aziende? Come spiegato da Alessandra Gonzato sulle pagine di Libero, i numeri del Consorzio nazionale imballaggi (Conai) sarebbero eloquenti: 7.257 coinvolte, con oltre 109 mila posti di lavoro a rischio. Il testo è stato approvato in Commissione Ambiente (con voto favorevole di Pd e Cinque Stelle) e dovrà ora passare il voto nella sessione plenaria di novembre e poi del Consiglio Ue.

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