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«Ecco di chi è la colpa delle varianti». Il Prof. Bizzarri racconta la sua verità sulla gestione della pandemia

Pubblicato il 22/08/2022 19:44

Le varianti del Covid hanno un responsabile: i vaccini a mRna. Intervistato da La Verità, il professor Mariano Bizzarri racconta la sua versione dei fatti su molti dei temi che riguardano i vaccini e la gestione della pandemia: «Rivolgendosi a un unico bersaglio, questi farmaci hanno favorito i ceppi mutanti capaci di eluderli. Dopo 8 mesi la loro efficacia diventa negativa, assurda la quarta dose. La commissione d’inchiesta? Favorevole».

Mariano Bizzarri, oncologo, professore di patologia clinica alla Sapienza, autore del recente Covid-19: un’epidemia da decodificare, quando parla degli errori commessi durante la pandemia, si incupisce.
L’intervista parte subito da una domanda chiave: i vaccini hanno funzionato? La risposta è eloquente «Il tasso d’infezione, in Italia, è tra i più alti d’Europa». Il professore spiega poi la sua posizione sulla reale efficacia dei vaccini, dicendo che «Il vaccino non ci protegge dalle ultime varianti e questo spiega perché si infettino persone che hanno fatto anche tre dosi. Per cui non ha senso farne una quarta. Il giudizio è impietoso… Quando mai si è visto un vaccino cui ci si sottopone per tre volte in un anno, per poi ammalarsi lo stesso? Questo priva il green pass della sua ragion d’essere. E poi i vaccini non assicurano una protezione durevole nel tempo. Essa è elevata nei primissimi mesi, ma dal terzo-quarto va scemando e, tra il sesto e l’ottavo, diventa negativa: il vaccinato a questo punto ha più probabilità di contrarre l’infezione rispetto al non vaccinato. Un paradosso inaudito nella storia della medicina».

Il dottore ci racconta poi in che modo i vaccini a mRna favoriscono l’emergere di varianti: «L’mRna trasferisce alle cellule le informazioni per produrre un’unica proteina, la Spike (il target). Ma se il virus modifica il target, in seguito a una mutazione, gli anticorpi sviluppati dal vaccino non sanno più cosa colpire. Il discorso vale anche per i vaccini “aggiornati”, che proteggono solo dal primo ceppo di Omicron». Erano quindi noti i limiti della tecnologia a mRna: «Devo aspettarmi un elevato tasso di mutazione da un virus a Rna, mentre da sempre i farmaci a mRna hanno mostrato problemi di instabilità solo in parte risolti con l’incapsulamento del materiale genetico in particelle lipidiche. Ma ciò ha causato un altro problema». Un problema che, secondo l’esperto, potrebbe essere la causa di molte delle reazioni avverse post iniezione: «La stabilizzazione è andata oltre l’atteso e in molti casi l’mRna del vaccino continua a trasmettere l’istruzione di sintetizzare la Spike per mesi. E questo è uno dei meccanismi che può spiegare alcune delle reazioni avverse».

Dopo le prossime elezioni del 25 settembre, l’esperto auspica una serie di cambiamenti nel modus operandi governativo rispetto alla gestione del Covid: «Basta con il mantra extra vaccinum nulla salus. Restituiamo alla terapia l’importanza che le spetta. E ripensiamo il sistema sanitario: va in tilt non perché la gente non si è vaccinata, ma perché i medici scappano, mancano i paramedici, le infrastrutture sono obsolete». Per quanto concerne le cure, Bizzarri spiega che: «È stato scoraggiato qualunque tentativo di studiare terapie, sono stati perseguitati i medici che hanno provato a curare. Sono state impedite le autopsie. Un fatto gravissimo, che ha ostacolato la possibilità di capire la patogenesi del Covid».

Ma per l’oncologo bisogna soprattutto indagare bene sugli effetti avversi: «Gli studi pilota indicano un aumento di miocarditi, morti improvvise, patologie coagulative. Il Vaers americano riporta 30.000 decessi associati al vaccino. Certo, va stabilito il nesso di causalità. Ma se nessuno indaga per accertarlo, non lo sapremo mai. Per questo è necessario avviare un programma di farmacovigilanza attiva, che inspiegabilmente l’Aifa non ha fatto». Per l’accertamento delle responsabilità è fondamentale la commissione d’inchiesta annunciata da ItalExit «Spero che il professor Giovanni Frajese, se entrerà in Parlamento con Italexit, possa offrire un contributo determinante».

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