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Ecco chi sarà il nuovo premier: scelto il nome del successore di Draghi

Mario Draghi vuole il Quirinale e le forze politiche che lo sostengono al governo sono già pronte a stendergli davanti lunghi tappeti rossi. Tanti gli esponenti dell’esecutivo che negli ultimi giorni si sono spesi per caldeggiare l’ipotesi dell’ex presidente della Bce al Colle, a partire dal leghista Giancarlo Giortetti fino ad arrivare all’azzurro Renato Brunetta. Uno scenario che, dunque, sembra più concreto che mai, anche se c’è ancora da rimuovere qualche ostacolo di fronte all’attuale premier.

Draghi vuole il Quirinale: già pronto il nome di chi lo sostituirà come premier

Il salto di Draghi verso la presidenza dello Stato sarà possibile, però, soltanto in caso di elezioni anticipate. E questa è, al momento, l’unica preoccupazione di molti parlamentari. Innanzitutto perché, dopo il taglio degli onorevoli, parecchi di loro rischiano ora di rimanere senza poltrona, e cercano così di prolungare il più possibile la propria permanenza nelle stanze del potere. E poi perché bisogna raggiungere il 15 settembre 2022 per far maturare la pensione: una scadenza alla quale tutti vogliono arrivare, senza eccezioni.

Infine, c’è il dettaglio non da poco del Pnrr, terrificante acronimo che sta a indicare il Piano nazionale di ripresa e resilienza. A firmarlo è stato Draghi, e nessuno vuole prendersi l’enorme responsabilità di gestirlo dopo un suo eventuale addio da Palazzo Chigi. Secondo Repubblica, ecco allora che giorno dopo giorno si sta facendo largo l’ipotesi di un governo ponte fino alla fine della legislatura, a patto però che nessun partito dell’attuale maggioranza faccia passi indietro.

Cinque Stelle, Pd, Forza Italia e Lega, insomma, ancora tutti insieme appassionatamente, anche dopo l’elezione di Mario Draghi a presidente della Repubblica. Al suo posto sarebbe già pronto anche il premier “alternativo”: l’attuale ministro dell’Economia Daniele Franco, l’uomo perfetto, agli occhi dei partiti, per garantire continuità agli occhi dell’Europa. Bruxelles, in questa maniera, continuerebbe a dettare la linea a un’Italia fedele e ammaestrata. E Draghi potrebbe coronare il proprio sogno di sedere, dopo Palazzo Chigi, anche al Quirinale.

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