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“Ecco a chi dà le case di lusso”. Gualtieri nella bufera: l’ultima follia del giunta piddina a Roma

Pubblicato il 12/01/2023 10:53 - Aggiornato il 19/01/2023 09:55
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri finisce di nuovo nell’occhio del ciclone per la questione case. Infatti, stando al programma firmato dall’assessore alle Politiche Sociali, Barbara Funari, coppie lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e transgender avranno diritto a dimore a 5 stelle. Case di lusso per i rifugiati Lgbtq+, insomma. Tutto vero. È quanto contiene il bando di gara del Comune di Roma presentato il 13 dicembre e in scadenza il 20 gennaio. Come spiega Caterina Spinelli su Libero, “il progetto prevede residenze con wifi e ascensore per le coppie di immigrati Lgbt che chiedono asilo politico o mirano all’ottenimento dello status di rifugiato in Italia”. Queste case, si legge nel bando, “dovranno essere ubicate in zone centrali, quartieri che favoriscano l’inserimento delle persone accolte nel contesto locale, facilitando la costruzione di rapporti relazionali necessari per il raggiungimento di un’adeguata integrazione sociale”. Ma non solo. (Continua a leggere dopo la foto)

Come chiarisce il bando, non potranno mancare gli ascensori, a meno che l’alloggio non sia al pian terreno “o non si sviluppino all’interno di unità immobiliari terratetto”. Finita qui? Neanche per sogno. L’abitazione dovrà “garantire al suo interno la copertura di una rete wifi per consentire alle persone accolte la possibilità di poter accedere gratuitamente ai collegamenti on-line, in modo da consentire la fruizione di servizi educativo-formativi e lavorativi previsti dal progetto”. Il lotto 4 dedicato ai rifugiati Lgbt+ di Roma, prevede l’impiego di 10 appartamenti per la modica cifra di 493.200 euro. Senza contare lo stanziamento pro capite di 45 euro al giorno. (Continua a leggere dopo la foto)

Ma da dove nasce questa esigenza e questo progetto? Da un bel cortocircuito che manda in tilt la sinistra. Già, perché, a quanto pare, i migranti mal sopportano la convivenza con persone Lgbt e non vorrebbero stare con loro nelle stesse strutture di accoglienza. La sinistra che sbandiera l’accoglienza si ritrova dunque a separare i rifugiati Lgbt dagli altri immigrati perché questi ultimi non vogliono stare con loro. Un tema, questo, che conferma ancora una volta il complesso tema dell’immigrazione e dell’accoglienza e di come sia difficile passare dalla propaganda all’agire serio e costruttivo. Tornando al bando, un’altra parte appare decisamente assurda: il paragone tra il ‘lotto 4′”‘ (quello riservato alla comunità Lgbt) e le fattispecie indicate dagli altri lotti. Ossia “rifugiati con disagio sanitario, mentale e/o psicologico; donne singole o con figli minori; vittime di violenza di genere e/o tratta e grave sfruttamento”. (Continua a leggere dopo la foto)

Tradotto: la giunta piddina guidata da Roberto Gualtieri equipara i migranti Lgbt a persone con difficoltà di altra natura. Un altro bel cortocircuito. Anche perché è tutto nero su bianco, nel bando: ad esempio nel lotto 3, gli stessi requisiti degli alloggi per coppie gay, devono essere rispettati per le donne vittime di violenza o oggetti di schiavismo. Un bel minestrone, per non dire una similitudine quantomeno azzardate e forse anche un poco discriminatoria. Marilena Grassadonia, coordinatrice dell’Ufficio Diritti Lgbt+ di Roma Capitale, però, insiste sul “voltare finalmente pagina” e approva l’idea. Contenti loro…

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