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Draghi non si fida del green pass: chi vuole incontrarlo deve fare il tampone

Nell’Italia di Mario Draghi, che ha dichiarato guerra agli italiani e ai loro diritti marciando dritta verso l’imposizione di un green pass ormai requisito fondamentale per avere una vita normale, succede anche di trovarsi di fronte a paradossi, odiosi, di questo tipo: se volete andare in pizzeria siete obbligati a esibire il certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione o la negatività a un tampone, ma se dovete incontrare il premier le regole di colpo cambiano. Una presa in giro nella presa in giro, firmata direttamente da Palazzo Chigi.

Draghi, evidentemente, non si fida tanto del green pass, al quale però ha vincolato le libertà dei cittadini. E così quando si tratta di organizzare incontri con la stampa, ecco che di colpo il tanto sbandierato certificato vaccinale si trasforma di colpo in un inutile pezzo di carta. Come rivelato dai giornalisti del Tempo, infatti, per essere ammessi a Palazzo Chigi per ascoltare il capo del governo viene rischiesto specificatamente di esibire “il referto di esito negativo del tampone antigenico rapido effettuato non oltre le 24 ore precedenti”.

Insomma, se si vuole partecipare a una conferenza nella quale è prevista la presenza di Draghi, il green pass non serve a nulla. Necessario è invece il tampone, il cui costo tra l’altro ricade sui giornalisti che decidono di iscriversi. Alla successiva richiesta di chiarimento da parte della stampa, lo staff di Palazzo Chigi ha ribadito: “Per prendere parte alla conferenza il green pass non basta, serve il tampone. Per le prossime si vedrà”. Non male, considerando che lo stesso premier nel frattempo sbandierava il certificato come “la condizione per tenere aperte le attività economiche”.

E così si arriva all’ennesima contraddizione di questa scriteriata gestione dell’emergenza Covid: Speranza e Draghi fanno appelli ripetuti agli italiani affinché si vaccinino e ottengano il green pass, grazie al quale potranno vivere una vita priva di restrizioni. Nel momento in cui devono esporsi in prima persona incontrando degli estranei, però, richiedono l’esibizione del tampone negativo, giudicando insufficienti quello stesso green pass che però nel frattempo i comuni mortali devono a tutti costi ottenere, pena una quotidianità limitata da mille restrizioni. Un esempio di coerenza e correttezza, l’ennesimo da parte di un governo che gioca ormai con sadico piacere sulla pelle degli italiani.

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