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Draghi cancella la norma a difesa degli italiani: brutte sorprese in arrivo sul fronte gas

Pubblicato il 08/07/2022 11:45

Ci sono i cittadini italiani, costretti a fare i conti con un periodo di difficoltà senza precedenti. Chiusi in casa per mesi durante la pandemia, senza poter lavorare, costretti ad accontentarsi di briciole chiamate pomposamente “ristori”. Poi alle prese con la guerra in Ucraina e con un rincaro dei generi di prima necessità e dei carburanti. E poi c’è un governo, quello guidato da Mario Draghi, che continua a promettere interventi decisi, in tempi rapidi. Ma che di difendere le famiglie non ha alcun interesse, anzi. Ecco l’ennesima dimostrazione.

Nel silenzio generale di gran parte della stampa, ormai ampiamente addomesticata, è infatti stata cancellata in queste ore la tassa sugli extraprofitti delle società importatrici di gas. Nella bozza del decreto Bollette era prevista in origine l’introduzione di un prelievo del 10% sulla differenza tra il costo di approvvigionamento e il prezzo finale di vendita. La tassa avrebbe dovuto essere applicata ai contratti di importazione di lungo termine.

Come spiegato da Tpi, il fine dell’imposta doveva essere quello di colpire eventuali manovre speculative, che sfruttano la crisi del gas per alzare i prezzi oltre misura. Una tassa nuova rispetto a quella già adottata nel decreto Ucraina e confermata dal successivo decreto Aiuti, che impone un prelievo sugli extraprofitti del 25% calcolato però sul differenziale anno su anno dell’imponibile Iva. All’ultimo momento, però, quella parte del testo è stata cancellata, per la gioia degli importatori e dell’Eni.

Mistero, ovviamente, sulle motivazioni ufficiali che hanno portato alla cancellazione della tassa. In sostanza, agli italiani non resterà altro da fare che rassegnarsi alle fluttuazioni di prezzi, con pericolose impennate verso l’alto, in arrivo nei prossimi mesi. Mentre il governo continuerà a difendere i cittadini con le parole senza, nei fatti, muovere un solo dito.

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