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Solo chiacchiere e distintivo: 10 miliardi fermi al palo, il governo non fa i decreti attuativi

Pubblicato il 30/06/2021 10:10

Tra il governo precedente e l’attuale, quindi Conte prima e Draghi poi, si potrebbe riutilizzare la celebre frase del film “Gli intoccabili”, ossia: “Solo chiacchiere e distintivo”, e di soldi nemmeno l’ombra. Chiacchiere tante, distintivi pure, visto il regime instaurato “per il contenimento della pandemia”. E i miliardi promessi? Stanno solo sulla carta, ancora oggi, con interi settori economici appesi all’emanazione di decreti attuativi da parte dei ministeri. In un dettagliato pezzo pubblicato su Panorama, Carmine Gazzanni e Stefano lannaccone ricostruiscono il percorso della marea di provvedimenti approvati ma che sono solo su carta. “Misure che i dicasteri di competenza devono predisporre per rendere esecutive le leggi, che altrimenti non entrano in vigore. E così i fondi stanziati restano bloccati”. (Continua a leggere dopo la foto)

La mole è notevole: “Da inizio legislatura (sommando quelli del Conte gialloverde, Conte bis e ora di Draghi) ci sono 691 provvedimenti ancora da attuare (dato riferito al momento di andare in stampa). In soldoni cosa vuol dire? Secondo una stima realizzata da Panorama, parliamo di almeno 10 miliardi di euro bloccati a causa dei decreti attuativi al palo. Un calcolo confermato nei numeri ufficiali, indicati in un dossier predisposto dal deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe Brescia: sono fermi 3,5 miliardi solo per l’ultima legge di Bilancio. Altri 5,2 sono dentro il decreto Agosto, uno degli ultimi dl approvati dal Conte 2 sull’onda dell’emergenza”.

Molti di questi provvedimenti riguardano la pandemia. Spiegano ancora i giornalisti: “Non si sa che fine abbiano fatto i 10 milioni che il governo Conte, sull’onda del primo lockdown, il 17 marzo 2020 aveva previsto «per l’adozione di misure di solidarietà per i familiari del personale medico, infermieristico e socio-sanitario che abbiano contratto, in conseguenza dell’attività di servizio prestata, una patologia alla quale sia conseguita la morte per Covid-19». E sarebbero stati utili, per la scuola, i 150 milioni previsti in Manovra da assegnare ai comuni «al fine di consentire l’erogazione dei servizi di trasporto scolastico» in conformità con le misure di restrizione. Il ministero dei Trasporti non ha mai emesso il decreto attuativo”.

Così come non l’ha fatto il ministero della Salute: “Dei 66 provvedimenti attuativi previsti finora in questa legislatura, solo 17 sono stati adottati”. Ad aspettare iniziative e provvedimenti ci sono lavoratori e imprese. “Risulta già scaduto un decreto voluto da Mario Draghi e dal ministro dell’Economia Daniele Franco: 100 milioni di euro «per il ristoro delle perdite derivanti dall’annullamento, dal rinvio o dal ridimensionamento di fiere e congressi a seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19». La legge, approvata il 21 maggio, stabiliva chiaramente che il decreto doveva essere approvato entro 30 giorni. Cosa mai avvenuta”. (Continua a leggere dopo la foto)

Anche per l’istruzione sono già molte le misure che, ormai scadute, sono diventate carta straccia per la mancanza di decreti attuativi. E il settore energia e ambiente? “Anche lo sbandierato tema della Transizione ecologica resta spesso al palo. In questa legislatura finora il ministero, oggi guidato da Roberto Cingolani e prima da Sergio Costa, avrebbe dovuto approvare 73 provvedimenti attuativi. Peccato ne siano stati adottati soltanto 9. E dei 64 restanti, in 28 casi il termine per l’approvazione è scaduto”.

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