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Crack Bancari, bagno di sangue. Scoop della Gabanelli, “bruciati” miliardi di soldi pubblici. Ecco chi se li è intascati (VIDEO)

Pubblicato il 28/02/2024 13:57

Sono un bagno di sangue i conti dei crack bancari avvenuti in Italia negli ultimi anni. E sono costi che pesano, direttamente o indirettamente, sulle tasche di tutti noi. L’inchiesta realizzata da Milena Gabanelli porta alla luce una realtà impressionante. Il crollo di Veneto Banca e Popolare di Vicenza si è concluso con il più cospicuo indennizzo di sempre per i clienti imbrogliati dalle banche. Istituti che, apparentemente, sembravano in buona salute. Invece, dietro le quinte, la realtà “sfuggita agli ispettori” era molto diversa. Ed è stata portata alla luce da Bankitalia e Bce, che hanno scoperto bilanci che si reggevano su veri e propri imbrogli. Proprie azioni vendute spacciandole per investimenti a rischio zero, con denaro prestato dalle banche stesse. Profili dei clienti falsificati per fingere che fossero consapevoli del rischio. Nel 2016 esplode il caso e il valore delle azioni si azzera. Gli azionisti di Veneto Banca perdono quasi 5 miliardi, quelli della Popolare di Vicenza 6,3 miliardi. Per 11 miliardi complessivi di perdite. (continua dopo la foto)

Per evitare il fallimento delle banche e il conseguente disastro per l’economia, il Governo Gentiloni compra Banca Intesa. Con 4,7 miliardi di soldi pubblici e altri 6 a garanzia dei prestiti. E non basta. Il primo governo Conte istituisce il FIR (Fondo Indennizzo Risparmiatori). Agli investitori truffati lo Stato risarcisce quasi 2 miliardi. Di cui 1,5 miliardi pescati dai conti correnti privati “dormienti”, cioè non utilizzati per più di dieci anni. Soldi pubblici e privati che si aggiungono a una cifra già mostruosa. Tra la fine del 2020 e i giorni scorsi quel denaro è servito a risarcire, per un totale massimo di 100.000 euro ciascuno, 129.412 investitori non solo dei due istituti già citati, ma anche di altri nove finiti nel mirino. Fra cui Banca Etruria e Banca delle Marche. Il problema è che il governo decide di risarcire non solo i risparmiatori truffati, ma anche quelli che semplicemente avevano effettuato operazioni a rischio andate male. (continua dopo il video)

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Alla fine la somma di queste operazioni è di 1.353 miliardi di soldi sottratti ai conti dormienti. E finiti nelle tasche degli azionisti. Che si sommano agli oltre 10 miliardi di soldi pubblici usati per non far fallire le banche. In tutto questo, si chiede la Gabanelli, i responsabili degli imbrogli quanto hanno pagato? Vincenzo Consoli, per 18 anni alla guida di Veneto Banca, dopo sei mesi ai domiciliari è stato condannato a 3 anni per la prescrizione dei reati di falso in prospetto e aggiottaggio. Non male per uno che ha portato una banca al quasi fallimento. Alcuni beni (mobili antichi e opere d’arte di sua proprietà) sono finiti all’asta. E ogni mese gli viene pignorato un quinto della pensione. Piccolo particolare: detta pensione ammonta a 15mila euro al mese. Non dovrebbe avere difficoltà a mettere in tavola pranzo e cena. (continua dopo la foto)

Anche a Gianni Zonin, presidente per vent’anni della Popolare di Vicenza, la pena è stata ridotta in appello a 3 anni e 11 mesi. Sempre per effetto della prescrizione. Insieme a lui sono stati condannati 4 manager della banca. Le poche proprietà intestate a Zonin sono state poste sotto sequestro, oltre alla sua Villa (dove comunque continua ad abitare) e tutti i beni che contiene (quadri, mobili e vini pregiati). Anche a lui viene pignorato un quinto della pensione di imprenditore agricolo, che ammonta a poco più di 1.000 Euro al mese. Non preoccupatevi però: di sicuro ad aiutarlo ci pensano i figli. Ai quali Zonin, nel 2016, un attimo prima del dissesto ha ceduto tutte le quote dell’azienda vinicola di famiglia. C’è chi cade sempre in piedi. E c’è chi non riesce a mettere 6 uova in tavola per la cena. Questa è l’Italia di oggi.