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Conte strizza (ancora) l’occhio a Bruxelles: a capo di Investitalia arriva un danese

Giuseppe Conte è riuscito a piazzare un tassello nel complicato puzzle delle nomine, un totale di 400 poltrone che il governo deve riempire districandosi in un groviglio di veti, dispute e delicati equilibri. Si tratta del coordinatore di Investitalia, agenzia la cui nascita è stata caldeggiata proprio dal premier con lo scopo dichiarato di gestire al meglio i fondi infrastrutturali europei. La scelta, però, non ha mancato di far discutere: a sedere su quella poltrona sarà infatti Lars Anwandter, dirigente della Banca Europea degli investimenti.

Conte strizza (ancora) l'occhio a Bruxelles: a capo di Investitalia arriva un danese

Anwandter, danese, lavora in Italia da tempo e grazie a un provvedimento della presidenza del consiglio è stato ufficialmente “investito dell’incarico dirigenziale di livello generale di coordinatore della struttura di missione Investitalia”. Da quasi vent’anni nell’organico della Bei, la Banca Europea per gli Investimenti, Anwandter è specializzato nel settore delle infrastrutture idriche ed era stato finora analista con il compito di proporre ai vertici dell’istituto finanziario dei progetti che riguardassero infrastutture da realizzare in Italia, con particolare attenzione ai settori di rifiuti, acqua ed energia.

Una scelta che, al netto della stima di cui Anwandter gode come economista, non ha mancato di scatenare polemiche e sollevare perplessità, visto che si tratta di un profilo fin qui totalmente estraneo a ruoli di gestione di organizzazioni pubbliche così complesse. Una posizione delicata, la sua: in molti si sono così sorpresi della scelta di Conte, iniziando a chiedersi il motivo della decisione, apparentemente azzardata, del premier per un istituto verso il quale nutre un mai nascosto interesse.

Conte strizza (ancora) l'occhio a Bruxelles: a capo di Investitalia arriva un danese

Stando alle indiscrezioni di questi giorni, l’investitura potrebbe essere collegata al supporto che la Bei avrebbe offerto all’attività di Investitalia. Proprio nei giorni scorsi il presidente Werner Hoyer e il vicepresidente italiano Dario Scannapieco avevano non a caso firmato un protocollo con il quale l’organismo europeo si impegnava a mettere a disposizione del governo italiano le proprie competenze in materia di pianificazione e programmazione di piani infrastrutturali.

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Un’intesa finalizzata alla ricerca e allo sviluppo industriali, sostegno alle Pmi, infrastrutture digitali e innovazione, riqualificazione e sviluppo urbano sostenibile, lotta al cambiamento climatico, miglioramento ambientale, valorizzazione e uso ottimale delle risorse naturali, efficientamento energetico dei processi produttivi. L’aiuto sarebbe stato condizionato all’ingresso nella struttura di una persona legata alla Bei, per garantire un coordinamento delle attività con Lussemburgo. Così, ancora una volta, Bruxelles piazza delle pedine nello scacchiere italiane. In posizioni, oltretutto, tutt’altro che secondarie.

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