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Colao e le ricette di Monti per il post-pandemia: “Mai lasciarsi sfuggire una crisi”

Pubblicato il 29/04/2020 18:10

Aldo Cazzullo ha intervistato per Il Corriere della Sera un’intervista a Vittorio Colao, il super manager chiamato dal governo per dirigere la famigerata task force a cui è stato assegnato il compito di risollevare le sorti del nostro paese nella fase post-pandemica. Colao al momento si trova a Londra, e già verrebbe da dire che partiamo con il piede sbagliato. Lavora direttamente dalla capitale inglese “via video”, come dice lui. Anche per una questione di tempo: “Se fossi tornato avrei dovuto fare due settimane di quarantena, avrei perso tempo. Dobbiamo tutti imparare a lavorare in modo diverso”. E già qui c’è un primo messaggio tra le righe. Ma non è questo il punto più importante dell’intervista.

Ci sono alcuni passaggi, infatti, che meritano di essere approfonditi. Colao a fine intervista afferma che “abbiamo l’opportunità di fare in ognuno di questi campi cose che avrebbero richiesto molto più tempo. Mai lasciarsi sfuggire una crisi”. Avete capito bene: “Mai lasciarsi sfuggire una crisi”. Chissà cosa ne pensano i milioni di italiani che sono ridotti alla fame mente il governo non fa riaprire il Paese ed è in ritardo marcio con i sussidi. Ma in questa frase c’è anche un altro aspetto: è il concetto che rimanda direttamente alle famose riforme per la prima volta evocate anche dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Di cosa si tratterebbe?

Si prospetta un’altra passata di cancellino sui diritti acquisiti e sulle condizioni di vita e di lavoro della popolazione. Le parole di Vittorio Colao – come sottolinea anche lantidplomatico.it – rimandano la mente, in maniera inevitabile, al governo Monti. L’ex presidente del Consiglio in occasione di un discorso tenuto alla Luiss ebbe a dichiarare: ‘Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di crisi, e di gravi crisi, per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario. È chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale, possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata’”.

Non c’è bisogno di ricordare i guasti prodotti dal governo Monti all’Italia. Una ‘cura’ in stile Troika. Come per altro sembra dover riaccadere ancora con il Mes. La crisi post-pandemica dell’Italia, se questi sono i presupposti, rischia di essere peggiore della pandemia stessa.

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