Vai al contenuto

“Ecco cosa faranno adesso gli Stati Uniti”. Missili in Polonia, la rivelazione di Caracciolo (il VIDEO)

Pubblicato il 16/11/2022 08:06

Ospite di “Otto e mezzo” nella puntata del 15 novembre su La7, il direttore di Limes Lucio Caracciolo si ritrova a commentare i possibili scenari che si potrebbero scatenare a seguito della notizia sui presunti missili russi contro la Polonia. Ossia missili contro la Nato. Una notizia che ha sconvolto il mondo ma che ha ancora tanti contorni da definire. Gruber riporta in studio la notizia: “Secondo fonti polacche i missili trovati in territorio polacco sono molto probabilmente resti di missili abbattuti dalle forze ucraine”. Caracciolo commenta dunque la notizia: “Questa sarebbe una buona notizia perché significherebbe che non c’è stata l’intenzione della Russia a colpire il territorio Nato e quindi la possibilità per la Polonia di invocare l’art. 5 del trattato Nato cadrebbe. Diciamo la verità, in questi casi quando si indaga si cerca quel che si vuol trovare” spiega Caracciolo mettendo in allarme un po’ tutti. C’è da capire ora, appunto, se gli Usa intendono trovare il pretesto oppure confermare la versione ufficiale e quindi evitare di entrare in conflitto con la Russia in modo diretto. Il che vorrebbe dire terza guerra mondiale. (Continua a leggere dopo la foto)

“La Russia – continua Caracciolo – comunque non ammetterà mai di averlo fatto anche se credo si sia trattato di un incidente. Altrimenti significherebbe la volontà di fare guerra alla Nato e Putin stesso ha dichiarato più volte che solo un pazzo dichiarerebbe guerra alla Nato. Comunque sia, il fatto che si sia trattato di un incidente non toglie che questo sia un segnale preoccupante perché si capisce come si potrebbe allargare il conflitto. E penso che la Polonia, come i Paesi baltici, non si sentano rassicurati da questo tipo di notizie” prosegue il direttore di Limes. Caracciolo sottolinea poi cosa cercheranno di fare gli americani in questa situazione. “La Polonia potrebbe invocare l’art 5 del trattato della Nato. Questo articolo però non prevede un automatismo: è una possibilità/probabilità che gli Usa, e a seguire gli altri Paesi europei, dichiarino che la Polonia deve essere protetta contro l’aggressione russa. Ripeto, non c’è automatismo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Spiega ancora Caracciolo: “L’art. 5, come tutti i trattati è interpretabile ed è interpretato. Ma la possibilità c’è, e la Polonia è un Paese che certamente oggi, nell’ambito atlantico, è particolarmente schierato contro la Russia. Posso testimoniare che tre giorni fa al Festival di Limes abbiamo avuto una discussione con ospiti polacchi che ci dicevano: voi dovete, insieme a noi, stabilire una No Fly zone sull’Ucraina. Il che vuol dire abbattere gli aerei russi che passano nei cieli dell’Ucraina. Gli Usa, a mio avviso, cercheranno di giocarla bassa, cercheranno di calmare i bollori dell’area baltica e polacca ma non è detto che ci riescano” prosegue Caracciolo. (Continua a leggere dopo il video)

Secondo l’esperto di geopolitica è possibile che i missili caduti sulla Polonia siano causati da un incidente e non da un’azione volontaria. “Sono mesi che la Russia e gli Usa dialogano: non per la pace ma per un cessate il fuoco. Nelle ultime settimane la marcia di avvicinamento per una possibile apertura di un tavolo è proceduta abbastanza velocemente. L’altro giorno il capo dell’intelligence Usa e il capo dell’intelligence russa si sono visti, e lo hanno detto pubblicamente, in Turchia per parlare di questo. Quindi l’ipotesi che veniva fatta riguardo un incidente o comunque di un’azione non volontaria c’è. Resta il fatto che i russi non ne azzeccano una” conclude Caracciolo.

Ti potrebbe interessare anche: “Sbarchi a orologeria”: Paragone a Stasera Italia sbugiarda le Ong (IL VIDEO)