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Campidoglio, le nomine della giunta Raggi nel mirino della Corte dei Conti

Una “Parentopoli grillina”, come l’hanno già definita i giornali della capitale, sulla quale ora indaga anche la procura della Corte dei Conti del Lazio, che ha deciso di approfondire quanto accaduto in merito alle ultime nomine varate dalla giunta della sindaca di Roma Virginia Raggi. Nel tentativo di capire se le ultime 11 assunzioni possano aver effettivamente causato dei danni alle casse del Comune, dopo l’esplosione di una serie di casi che tengono banco ormai da settimane.

Campidoglio, le nomine della giunta Raggi nel mirino della Corte dei Conti

La vicenda più nota è quella che riguarda Silvia Di Manno, 44 enne libraia di Pietrasanta e fidanzata dell’assessore al Bilancio del Comune di Roma Gianni Lemmetti, entrata nello staff del titolare dell’Urbanistica Luca Montuori con una delibera votata il 17 marzo, nel corso di una riunione di giunta. L’assunzione nel ruolo di segretaria politica, con tanto di contratto da 23 mila euro lordi, era stata accompagnata dai video pubblicati da Di Manno in cui Lemmetti baciava proprio la neo assunta. Un filmato poi fatto sparire dai social, quando era ormai però già diventato virale.

Oltre al caso Di Manno, l’altro su cui si concentrerà il pool coordinato dal procuratore regionale Pio Silvestri è quello di Cristiano Battaglini, anch’esso legato a Lemmetti con il quale vanta un’amicizia di lunga data, iniziata sui campi dell’Unione pallavolo camaiorese. Laureato all’univesità telematica eCampus, è stato promosso capostaff nel corso della riunione di giunta finita ora nel mirino della Corte dei Conti, riuscendo a strappare uno stipendio da 91 mila euro annui.

Su Battaglini il caos è legato anche al fatto che, nella delibera, il collaboratore di Lemmetti si presenta come ingegnere, ma il Consiglio nazionale della categoria ha subito chiarito che “non risulta iscritto al nostro albo, quindi non può fregiarsi di tale titolo”. Al vaglio della Corte dei Conti anche le assunzioni last minute di comunicatori, videomaker, esperti di politica, che hanno finito per pesare per 300 mila euro sui conti del Campidoglio, scatenando le polemiche delle opposizioni.

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