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Bollette, la stangata prende forma: ecco quanto pagheremo in più con l’arrivo del 2022

Mente il dibattito pubblico continua a essere rigorosamente intasato da appelli alla vaccinazione e proclami di restrizioni in arrivo per combattere il Covid, gli italiani si preparano a fare i conti con una sorpresa per nulla gradita, un regalo di Natale consegnato in ritardo e dall’indesiderata forma di un ennesimo aumento in bolletta. Tutta colpa della recente corsa ai prezzi del gas, con l’Arera (Autorità di regolazione per l’energia e per l’ambiente) pronta ad annunciare l’aggiornamento delle tariffe per il prossimo trimestre, che si prospetta tutt’altro che semplice per le famiglie.

Il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, ha anticipato alle pagine del Messaggero: “Dati gli aumenti in corso, in assenza di interventi del governo avremo un aumento del 61% per il gas e del 45% per l’elettricità, con una spesa complessiva su base annuale nel 2022 di 1.200 euro in più a famiglia. Con gli interventi per ora annunciati (3,8 miliardi) più il ripetersi di quanto fatto prima (5 miliardi) l’aumento sarà del 40% per il gas e del 28% per l’elettricità, con una spesa maggiore per le famiglie di 700 euro”.

Parole che si sposano quasi alla perfezione con quelle del presidente dell’autorithy Stefano Besseghini, che poco prima di Natale aveva a sua volta ipotizzato un aumento più o meno di questa misura, appena inferiore: +50% per la luce, +40% per il gas. Incrementi che si aggiungono al +30% e +10% segnati nelle ultime due revisioni trimestrali per l’elettricità. Il gas, invece, ha fatto registrare +14% e +15%.

A fronte di aumenti che continuano a terrorizzare gli italiani, il governo al momento ha stanziato una pacchetto di circa 3,8 miliardi, ai quali si aggiungerà poi un ulteriore miliardo per rateizzare i pagamenti delle famiglie più in difficoltà. Nelle ultime settimane, i partiti hanno iniziato col solito giro di promesse solenni e impegni, ma è difficile immaginare che si riesca ad arrivare subito a nuovi interventi. L’idea potrebbe essere la sterilizzazione degli oneri di sistema, per la quale non sono però la momento state stanziate risorse.

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