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“4,3 miliardi ‘rubati’ sulle bollette elettriche in 20 anni”: lo scandalo scoperto da Milena Gabanelli

Pubblicato il 03/07/2023 09:27 - Aggiornato il 14/09/2023 09:30

4,3 miliardi di euro. Una cifra altissima, mostruosa. “Rubata” sulla bolletta elettrica in oltre 20 anni di errori, orrori e sprechi. A raccontare l’ennesima follia del nostro Paese è stata Milena Gabanelli, che alle pagine del Corriere della Sera ha raccontato una storia iniziata nel 1987 con il referendum che sancì la chiusura delle centrali nucleari in Italia. Nel 1999, invece, nasceva la Sogin, società pubblica incaricata proprio di smantellare i vecchi impianti e mettere in sicurezza i rifiuti radioattivi: “Fine lavori prevista per il 2019, costo 3,7 miliardi finanziati con la bolletta elettrica. Siamo arrivati al 2023 e la messa in sicurezza dei rifiuti liquidi radioattivi più pericolosi prodotti nell’impianto Eurex di Saluggia a partire dal 1977, quelli di Trisaia e le resine di Trino non è nemmeno iniziata”. (Continua a leggere dopo la foto)
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“4,3 miliardi ‘rubati’ sulle bollette elettriche”: la denuncia di Milena Gabanelli

La società, previsioni alla mano, si è impegnata a completare tutto entro il 2036, con una spesa attorno agli 8 miliardi di euro. Difficile immaginare che il traguardo fissato sia realistico, visto le lungaggini che fin qui si sono susseguite. Secondo Gabanelli “l’unico dato misurabile sono i costi fissi di Sogin: 120 milioni l’anno. Riguardano la gestione degli impianti, in attesa che vengano chissà quando smantellati, e degli stipendi del personale (passati da 600 a 1.050 unità, e ora a circa 900) che la collettività paga per ogni anno di ritardo, sperando che nel frattempo non si verifichino calamità più onerose”. Soldi che, nel frattempo, ci troviamo a finanziare con le bollette elettriche. (Continua a leggere dopo la foto)

A vigilare sono tre soggetti, ovvero il ministero delle Finanze, quello dell’Ambiente e l’Autorità per l’Energia (Arera). Ogni volta che un nuovo governo si insedia, il cda viene completamente rivoluzionato. Fissando obiettivi a breve termine e rinviando, invece, quelli più complessi. Un continuo procrastinare che ha portato a un vero e proprio disastro e che provocato conseguenze a volte pericolose: come a Salggia, dove sono stoccati 270 metri cubi di rifiuti radioattivi. (Continua a leggere dopo la foto)

Il progetto è stato nuovamente assegnato di recente, così come l’appalto per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi all’impianto di Trisaia ora assegnato ad Ansaldo Nucleare. Nel frattempo Sogin è stata commissariata dal governo Draghi, che ha incaricato il compito di risanarla a Fiamma Spena, ex prefertto in pensione. Che ha riconosciuto a tutti i dirigenti importi tra i 30 e i 40 mila euro, da aggiungere “ai lauti stipendi e al trattamento accessorio, come premio di risultato per il 2022 anno in cui la Sogin è andata così male da essere commissariata”.

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Fonti: Corriere della Sera