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Bill Gates, un ex fedelissimo rivela: “Ecco perché frequentava Epstein”

Pubblicato il 19/05/2021 10:46 - Aggiornato il 19/05/2021 11:53

Il divorzio di Bill Gates da sua moglie Melinda fa scoprire di giorno in giorno nuovi retroscena. E stavolta ne è uscito fuori uno davvero succulento. Ha a che fare con l’ossessione del fondatore di Microsoft di vincere il Premio Nobel per la Pace. Ecco perché avrebbe lasciato la sua azienda il 27 giugno del 2008. Si disse da più parti, in quell’occasione, che Gates lasciava per dedicare tutto il suo tempo ad “aiutare” gli altri per vincere l’ambitissimo premio. E per farlo Bill si sarebbe messo nei guai, perché sapeva bene che non bastava solo aiutare gli altri, ma servivano anche le giuste “influenze”. (Continua a leggere dopo la foto)

Al di là delle dichiarazioni pubbliche, rivela oggi il Corriere che Bill Gates “teneva in preallarme la fondazione, ogni anno, nel giorno della comunicazione del vincitore del Nobel per la pace: doveva sempre esserci qualcuno pronto a rispondere al telefono, nonostante le nove ore di fuso orario tra la Svezia e Seattle”. Ieri, il magazine online Daily Beast spiegava che l’imprudente, incomprensibile, rischiosissima frequentazione di Gates con il miliardario pedofilo Jeffrey Epstein (morto in carcere nel 2019) che ne sta gravemente danneggiando la reputazione e avrebbe provocato il divorzio dalla moglie Melinda, era dovuta al suo desiderio di vincere il Nobel. (Continua a leggere dopo la foto)

Epstein, intrallazzone della finanza internazionale con una lunga lista di clienti istituzionali e amici potentissimi, era l’uomo giusto per far presa sull’Accademia? “Eravamo consapevoli del rischio per la reputazione della fondazione e di Bill e Melinda – ha detto un ex dipendente della fondazione al Daily Beast, ripreso dal Corriere – Bill pensava che Jeffrey sarebbe stato in grado di aiutarlo, che avrebbe conosciuto le persone giuste, che avrebbe trovato il modo per aggiustare le cose in modo da poter ottenere il Premio Nobel per la pace, che è ciò che Bill vuole più di ogni altra cosa nel mondo”. (Continua a leggere dopo la foto)

Conclude l’articolo del Corriere: “Un altro grande intrallazzone della nostra epoca, il petroliere Armand Hammer (1898-1990), messaggero diplomatico top secret tra Washington e Mosca, fece di tutto per vincere il Nobel: dopo la sua morte si scoprì che a forza di pressioni (e elargizioni) arrivò a un solo voto dal premio. Che però quell’anno fu assegnato a un concorrente, il Dalai Lama. Hammer era proprietario del Codice Leicester leonardesco, che ribattezzò Codice Hammer. Dopo la sua morte, gli eredi hanno messo all’asta quel tesoro leonardesco. Dal 1994 è di Bill Gates…”.

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