in ,

Altro che liquidità! Le banche hanno usato la garanzia dallo Stato per coprire vecchi debiti

Stando a quanto emerge da un rapporto realizzato dal Centro studi di Unimpresa risulta che nonostante le garanzie dello Stato introdotte a partire da marzo 2020, i prestiti delle banche alle imprese, nell’ultimo anno, sono cresciuti di appena 20 miliardi di euro. Lo stock di impieghi degli istituti destinati alle imprese, infatti, è passato da 650,6 miliardi di marzo 2020 a 621,2 miliardi di marzo 2021. È dunque probabile che gli oltre 180 miliardi concessi dalle stesse banche alle imprese, coperti dalla garanzia pubblica, abbiano sostituito vecchi finanziamenti ovvero credito già in essere. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo l’analisi – ripresa da Adnkronos – si riducono i rischi delle banche sul fronte dei finanziamenti a imprese e famiglie: il totale dei crediti deteriorati è calato, nell’ultimo anno, da 70,9 miliardi a 51,9 miliardi con una riduzione di oltre 19 miliardi (-26,82%). “Quello della liquidità è il problema principale per le piccole e medie imprese italiane e le banche, come al solito, con furbizia e scarsa lungimiranza, chiudono i rubinetti. Hanno usato il paracadute dello Stato per ridurre i loro rischi e non per sostenere l’economia reale”. (Continua a leggere dopo la foto)

“Le chiacchiere stanno a zero, per noi parlano i numeri e i numeri ci dicono che a fronte di oltre 180 miliardi di prestiti garantiti dallo Stato concessi durante la pandemia, l’ammontare complessivo dei finanziamenti è salito di appena 20 miliardi. Vuol dire, calcolatrice alla mano, che circa 120 miliardi non sono liquidità aggiuntiva, ma sostitutiva”, ha commentato il vicepresidente di Unimpresa, Giuseppe Spadafora. (Continua a leggere dopo la foto)

Secondo il rapporto del Centro studi di Unimpresa, da marzo 2020 a marzo 2021, lo stock di prestiti delle banche a famiglie e imprese è passato da 1.279,5 miliardi a 1.316,8 miliardi, in salita di 37,3 miliardi (+2,92%). Nel dettaglio, i finanziamenti alle aziende sono cresciuti di 20,6 miliardi (+3,18%) da 650,6 miliardi a 671,2 miliardi (+3,18%): tale incremento, se rapportato ai 183,3 miliardi che le stesse banche hanno erogato, complessivamente, con le garanzie pubbliche (decreto liquidità e successive modifiche), lascia immaginare che una parte del credito ‘coperto dallo Stato’ abbia sostituito finanziamenti già in essere”.

Ti potrebbe interessare anche: “Da luglio si torna a licenziare”. Orlando sbatte la porta in faccia a Landini e ai lavoratori

Malta rifiuta la Ong tedesca, ora la Sea Eye fa rotta sull’Italia con 440 migranti

Rischio crisi per Draghi: l’intervento di Mattarella, le (tante) crepe nel governo