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Fallimento Bellanova, la sanatoria dei migranti è un bluff: mancano migliaia di stagionali

Uno dei grandi “capolavori” di questo governo è certamente la sanatoria dei migranti voluta dalla ministra renziana Teresa Bellanova. Con tanto di lacrime di coccodrillo (stile Fornero) aveva annunciato la grande rivoluzione. Peccato che ad oggi questa mossa si sia rivelata del tutto inutile. Infatti nei campi italiani c’è ancora carenza di lavoratori e siamo strapieni di frutta e uva da raccogliere. Come racconta Attilio Barbieri su Libero, “mancano gli stagionali che per decenni hanno lavorato fianco a fianco con gli agricoltori per raccogliere i frutti della terra e garantire l’approvvigionamento a distribuzione e cantine. Quest’anno arrivano col contagocce: le restrizioni per il Covid hanno di fatto bloccato i corridoi verdi da Romania e Bulgaria, i due Paesi che, da soli, assicuravano la maggior parte della manodopera necessaria alla raccolta e alla vendemmia”.

Nessuno lo dice, ma anche in questo settore adesso è emergenza vera. Si parla di 2 miliardi di chili di mele sugli alberi che aspettano di essere raccolte e nelle vigne i grappoli iniziano a maturare. Si era capito fin dall’inizio come sarebbe andata, ma adesso questa conclamata carenza di manodopera arriva a certifica definitivamente il flop della sanatoria della ministra Bellanova. “Al 31 luglio – scrive ancora Barbieri – erano pervenute appena 148.594 domande di regolarizzazione degli immigrati per ottenere il permesso di soggiorno per motivi di lavoro. Di queste domande soltanto 19.875 riguardavano posizioni lavorative dei comparti agricoltura e pesca”.

Il dato reale, al di là della propaganda di governo, è che mancano decine di migliaia di stagionali. “Solo in Toscana ne servirebbero subito 5mila per la vendemmia. La Coldiretti chiede di estendere subito i tamponi ai lavoratori nei campi provenienti dall’estero, in modo da evitare la quarantena di due settimane che di fatto blocca i corridoi verdi dai Paesi dell’Europa orientale. I tamponi rapidi vengono utilizzati finora nelle province autonome di Trento e Bolzano, dove sono già all’opera diverse migliaia di stagionali. Ma nel resto d’Italia i grappoli e i frutti rischiano di appassire sulle piante”.

La Coldiretti, col presidente nazionale Ettore Prandini, aveva già raffreddato i facili entusiasmi di chi aveva accolto la sanatoria della Bellanova come una manna dal cielo. I numeri, infatti, dicono l’esatto contrario: “La sanatoria era una questione di carattere ideologico”, spiega a Libero Prandini, “non certo un’esigenza del mondo agricolo. Una questione basata su un equivoco gigantesco: che il mondo agricolo viva di caporalato. Mentre non è così”. Per garantire la manodopera necessaria, serviva ben altro. Come per tutte le cose che ha fatto finora questo governo: serviva ben altro.

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