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Bassetti: “In Italia non facciamo distinzione tra i positivi e chi ha una vera patologia Covid”

Riceviamo ormai ogni giorno, dall’inizio della pandemia, dati relativi all’aumento o alla diminuizione dei contagi, dei ricoveri in ospedale, dei decessi causati dal Covid. Numeri che, teoricamente, servono non solo a fotografare la situazione generale della pandemia nel nostro Paese, ma anche a dettare le scelte di chi ci governa, giustificando di volta in volta questa o quella restrizione adottata “per il bene di tutti”. Ma siamo davvero sicuri di poterci fidare di queste cifre? A voler pensar male, certe dichiarazioni sollevano più di un dubbio.

Nel corso dell’ultima puntata del programma Rai Agorà, l’infettivologo Matteo Bassetti si è lanciato in un’analisi che non è sfuggita agli utenti più attenti: “Grazie ai vaccini, noi oggi in ospedale abbiamo molti soggetti che sono vaccinati che rappresentano circa il 40% dei nostri ricoveri. Persone che non hanno il Covid, hanno una semplice positività al tampone e vengono catalogati come ‘malati Covid'”.

“In Italia non abbiamo differenziato – ha spiegato ancora Bassetti – tra quello che ha un tampone positivo e ha un problema diverso dal Covid ed è in ospedale perché si è rotto la gamba o ha un infarto o altro, rispetto a quello in terapia intensiva con una patologia Covid, ovvero con una polmonite. Se noi potessimo evitare di mettere insieme pere e mele e scremare chi ha polominite da Covid rispetto ai positivi senza una patologia Covid correlata, i numeri sarebbero decisamente diversi”.

Viene spontaneo chiedersi: i numeri che ci vengono forniti ogni giorno sono dunque falsati? L’incapacità di distinguere correttamente tra chi ha una vera e propria complicazione legata al Covid e chi, pur essendo positivo, è in ospedale per altre ragioni porta inevitabilmente a stime inesatte sull’andamento della pandemia nel nostro Paese? E se sì, su quali basi il governo prende allora decisioni come l’introduzione del Green pass, i lockdown e le limitazioni per alcune attività? Domande alle quali, a questo punto, sarebbe più che mai opportuno dare risposte concrete.

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