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Autostrade, la follia dell’A14: maxi-code e disagi, gli utenti inferociti mentre i Benetton continuano a incassare

Chissà se alla fine il governo giallorosso troverà la forza di andare fino in fondo con la revoca delle concessioni Autostrade o se prevarrà, alla fine, la linea di Pd e Italia Viva, molto più benevolenti dei Cinque Stelle nei confronti di Aspi, società dei Benetton che vista la mal parata ha già iniziato con i ricatti nei confronti del governo. 23 i miliardi di euro che il gruppo è pronto a chiedere in caso gli venga tolto “l’affitto”. Una minaccia che arriva mentre continuano ad arrivare giorno dopo giorno le testimonianze di una gestione tutt’altro che efficace, per la quale a pagare il conto sono, al solito, sempre i cittadini.

Ne ha parlato anche La Verità, mettendo sotto la lente d’ingrandimento il tratto dell’A14 bloccato da mesi tra il centro delle Marche e il centro dell’Abruzzo. L’Italia tagliata in due lungo la costiera adriatica perché la magistratura ha messo sotto sequestro alcuni viadotti, insicuri a causa della mancata manutenzione. I disagi, per gli utenti costretti a muoversi lungo quell’area, sono costanti. Con Autostrade che però respinge ogni accusa, scarica altrove la responsabilità e continua a incassare felice il pedaggio pagato dagli automobilisti in transito.

Autostrade, la follia dell'A14: maxi-code e disagi, gli utenti inferociti

Per capire la situazione: dal 22 al 24 dicembre nella tratta da Pescara Sud a Porto Sant’Elpidio ci sono state code arrivate anche a 30 chilometri, con una media di percorrenza che nel periodo natalizio è stata di 5 ore per 150 chilometri. Il tutto senza che ci fosse nessuno, all’ingresso dei caselli, ad avvisare gli utenti dei disagi ai quali sarebbero andati in corso. I pedaggi, invece, venivano regolarmente pagati. Una situazione assurda che vede i sindaci in rivolta, mentre Autostrade promette interventi in tempi rapidi ma di fatto si limita a fare ricorsi contro gli atti giudiziari.

Autostrade, la follia dell'A14: maxi-code e disagi, gli utenti inferociti

A dare il colpo di grazia a una tratta storicamente problematica, sul quale le operazioni di ammodernamento restano un miraggio, è stata l’inchiesta bis della procura campana su un incidente che nel 2013 era costato la vita a 40 pellegrini a bordo di un pullman, precipitato dal viadotto di Monteforte Irpino. I pm Cecilia Annechini e Rosario Cantelmo, che indagavano sulla sicurezza delle strade italiane, hanno chiesto il sequestro di una cinquantina di viadotti in tutta Italia, nove dei quali proprio lungo la A14. Di recente se ne sono aggiunti altri tre. Autostrade chiede un tavolo tecnico per valutare l’opportunità di “ridurre l’impatto dei cantieri sulla viabilità”. Di fatto, però, continua a incassare. Mentre gli automobilisti, con il portafogli più leggero, si mettono pazientemente in coda.

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