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“Autostrade ringrazia Conte e Draghi”. La beffa finale alle vittime del Morandi. La disfatta dei 5 Stelle

Pubblicato il 20/09/2022 10:54 - Aggiornato il 20/09/2022 11:58

Gli esponenti del Movimento Cinque Stelle e l’allora premier Giuseppe Conte lo avevano detto in maniera chiara: i responsabili del crollo del Ponte Morandi pagheranno il conto di una tragedia che poteva essere evitata. Una solenne promessa fatta agli italiani all’indomani della morte di 43 persone, mentre un intero Paese chiedeva giustizia. E mai mantenuta, come tanti altri impegni che i grillini hanno finto di dimenticare via via che entravano nei palazzi del potere. Oggi, ecco arrivare il peggiore dei finali possibili.

Autostrade per l’Italia e la società gemella addetta alla manutenzione, Spea, sono uscite definitivamente dal processo sul crollo del Ponte Morandi. Un colpo di scena non da poco, visto che non potranno rispondere civilmente per la tragedia di Genova. Il collegio dei giudici presieduto da Paolo Lepri ha infatti accolto la richiesta presentata alla procura dalle società, che avevano fatto leva sul più classico dei cavilli legali: Autostrade e Spea non avevano potuto prendere parte come responsabili civili ai due incidenti probatori in cui erano stati evidenziati degrado e scarsa manutenzione della struttura, probabili cause del crollo.

I pm Massimo Terrile e Walter Cotugno hanno così dato l’ok all’esclusione delle due società dal processo per responsabilità civile. I giudici ora sono chiamati a decidere la posizione delle parti civili: circa 700 sono le richieste arrivate in Tribunale. Almeno 300 nuove richieste che si affiancano a quelle avanzate da chi è entrato nel processo durante la fase preliminare. Resta ora da capire quale sarà la posizione del collegio giudicante a riguardo.

Una notizia accolta con rabbia da Egle Possetti, portavoce del Comitato dei parenti delle vittime, la mole di richieste potrebbe causare la paralisi del processo. “Siamo amareggiati e delusi per questa decisione. Avevamo sperato fino all’ultimo che Autostrade e Spea potessero rimanere dentro il processo anche e soprattutto per una questione di immagine, peccato davvero”. In questo modo è come se le due società “fossero libere dalla responsabilità di quanto accaduto quel giorno”.

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