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Arcuri prima fa la morale, poi si toglie la mascherina appena pensa di non essere inquadrato

Predicare bene, razzolare male. L’uomo che più di tutti dovrebbe dare il buon esempio sull’uso delle mascherine, cioè il supercommissario all’emergenza, è proprio quello che manda il messaggio più sbagliato. Domenico Arcuri ne combina un’altra, l’ennesima verrebbe da dire. La figuraccia è andata in diretta tv nazionale ed è arrivata durante il programma di Fabio Fazio su Rai 3, “Che tempo che fa”, in onda domenica 15 novembre. Arcuri, collegato in esterna al programma, indossa correttamente una mascherina nera. Poi?

Appena il conduttore Fabio Fazio manda la pubblicità, non si accorge di essere ancora inquadrato, e toglie subito la mascherina dal viso. Come a dimostrare che la tiene solo finché è in diretta tv, poi non serve e la si può anche togliere. La scena non è sfuggita a diversi telespettatori che hanno ripreso la tv e pubblicato sui social le immagini, gridando allo scandalo. I social, immediatamente, sono impazziti. Fortunatamente la responsabilità della stragrande maggioranza degli italiani è davvero superiore a quella del governo o del supercommissario.

“Clamoroso, incredibile ed inaccettabile”, riassume ad esempio il profilo Twitter Radio Savana, che ha condiviso lo spezzone: mentre Fazio saluta Ferruccio De Bortoli, ospite in studio, Arcuri in collegamento si toglie la mascherina d’ordinanza. Gesto abbastanza banale, ma si scatena il finimondo. “Ora ci diranno che durante la pubblicità Covid non c’è!”, tuona Radio Savana. E tra i commenti la parola più ricorrente è “pagliacciata”.

Va ribadito, però, che l’atteggiamento sbagliato è proprio quello di Arcuri. La mascherina va indossata, ed è giusto farlo. È lui che commette l’ennesimo errore da quando è salito agli onori della cronaca politica. Da un intoppo all’altro, da un flop al successivo senza mai fermarsi, forte della fiducia di un governo che continua a puntare su di lui di fronte a ogni emergenza, adesso per lui si parla anche del ruolo di commissario per risolvere la questione dell’ex Ilva di Taranto. Poveri noi.

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