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Anziani e invalidi, ma il Comune di Napoli non ha pietà. La figlia: “Aiutateli!”. Cosa sta succedendo

Pubblicato il 17/01/2024 21:01

Raffaele Giuseppone ha 83 anni, è cardiopatico e privo di una gamba. Sua moglie Maria, 79 anni, allettata da 15 anni, soffre di Alzheimer. Entrambi hanno lavorato in passato come bidelli ed entrambi sono invalidi totali. Non possono in alcun modo vivere in maniera autonoma. La casa in cui abitavano, di proprietà del Comune di Napoli, è situata in via Morghen 84, al Vomero. Assegnata regolarmente a Raffaele perché negli ultimi anni lavorativi l’uomo era impiegato come custode. Ma da quella casa, nonostante le loro drammatiche condizioni, gli sfortunati coniugi sono stati sfrattati. E sono stati costretti a trasferirsi a casa di una delle figlie, un monolocale in via Tribunali. Ed è un’altra figlia, Anna, a lanciare un appello chiedendo che i genitori ricevano aiuto. (continua dopo la foto)

Via Morghen

“Ora vivono in una condizione disumana”, denuncia. “Perché con i miei genitori e mia sorella c’è anche la badante. In quattro in pochi metri quadri”. Purtroppo non c’erano altre soluzioni, perché le abitazioni di Anna e quelle delle altre sorelle sono irraggiungibili per due anziani che non possono muoversi autonomamente. “Mia sorella è costretta a dormire su una poltrona”, prosegue Anna. “Ma dal Comune non hanno voluto sentire ragioni. Hanno eseguito lo sfratto e cambiato la serratura. Ci hanno lasciato solo il tempo di prendere un cambio. Il trasloco lo potremo fare nei prossimi giorni sotto la loro sorveglianza”. Non si capisce cosa ci sia da sorvegliare. Cosa potrebbero fare i due anziani coniugi, invalidi e impossibilitati persino a camminare? Eppure allo sfratto era presente anche una volante della Polizia… (continua dopo la foto)

“Ora”, conclude la figlia dei Giuseppone, “chiediamo solo di non essere abbandonati”. Interpellato su questa storia ai limiti dell’indecenza, l’assessore al patrimonio immobiliare del Comune di Napoli Baretta ha spiegato che “purtroppo non avevamo alternative: abbiamo dovuto procedere allo sgombero in forza di una sentenza del Tribunale e di una indagine della Corte dei Conti”. Raffaele e Maria a settembre scorso avevano già ottenuto una proroga dello sfratto. Negli anni hanno sempre pagato l’affitto di 400 Euro alla società Napoli Servizi. “Il totale versato è di 68.000 euro”, sottolinea Anna. Inoltre, i due coniugi hanno anche provveduto a manutenere la casa a loro spese, per renderla adatta alle loro esigenze. Ma l’assessore ha spiegato che il Comune ha dovuto procedere perché “complessivamente, stimiamo una settantina di locali di custodi, la maggior parte di scuole, ancora abitata da chi è andato in pensione o da loro parenti”. (continua dopo la foto)

“Sono totalmente abusivi”, ha proseguito Baretta. “E vanno a creare 4 milioni e 300 mila euro di morosità, una questione erariale evidente. In molti casi si tratta anche di far tornare nella disponibilità delle scuole locali necessari per la didattica dei ragazzi. L’attenzione sociale non mancherà, ma anche la legalità va rispettata”. Sarà anche vero, ma ci si chiede se questa “legalità” debba essere applicata in modo cieco, senza considerare le diverse situazioni. E se sia degno di una città civile gettare per strada un 83 enne senza una gamba e una donna di 79 malata di Alzheimer. Perché comunque la si giri, a noi sembra una decisione inaccettabile. Prima di tutto è la dignità delle persone a dover essere rispettata dalle istituzioni. E non pensiamo che il Comune di Napoli rischiasse la bancarotta senza lo sfratto dei coniugi Giuseppone. Forse, sarebbe bastato un po’ di buon senso.